(19 nov) – Parte oggi dal Giappone, per concludersi in Thailandia, la quattro giorni dell’Istituto Grandi Marchi dedicata al vino italiano in Asia: da Tokyo e Osaka fino a Shanghai e Bangkok. Se Giappone e Cina sono ormai tappe tradizionali dell’attività dell’Istituto, Bangkok, mercato emergente dalle forti potenzialità dove il vino italiano è sempre più uno status symbol, rappresenta la novità per le 19 cantine icona dell’enologia tricolore nel mondo. Le 19 aziende dell’Istituto Grandi Marchi – rappresentative della produzione di ben 12 regioni – esprimono complessivamente un fatturato di 420 milioni di euro di cui il 60% realizzato all’estero e rappresentano quasi il 6% del valore export del vitigno Italia. Per il presidente dell’Istituto Grandi Marchi, Piero Antinori “il mercato thailandese offre grandi opportunità per il vino italiano. Il 10% della popolazione, infatti, consuma vino e il prodotto da solo rappresenta il 3% del mercato delle bevande alcoliche nel Paese. Tuttavia, se da una parte aumenta il numero dei consumatori, dall’altra l’elevata tassazione e le imposte interne rappresentano ancora fattori limitanti per la crescita. Il consumo di vino importato dai paesi europei ha una lunga storia in Thailandia – ha concluso Antinori – ma negli ultimi tempi si registra una forte penetrazione di vini provenienti dall’Australia e dal Sud America con prezzi molto concorrenziali”. Per fortuna i vini made in Italy rimangono in Thailandia ancora i più popolari dopo quelli francesi, anche se il prezzo resta il fattore determinante per la scelta, assieme al packaging e all’etichettatura. (red)