Roma, 19 dic – Le operazioni di voto all’estero si configurano come un “meccanismo estremamente complesso” che ha una tempistica “precisa e vincolante”. Lo ha detto, nel corso di un’audizione alla Commissione Esteri della Camera, Cristina Ravaglia, direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie della Farnesina. Dalla convocazione dei comizi elettorali al giovedì che precede la data delle consultazioni in Italia, ha ricordato Ravaglia, deve trascorrere un arco di tempo fra i 45 e i 70 giorni. Secondo la legge sul diritto di voto degli italiani all’estero, non più tardi del 26esimo giorno antecedente la data del voto in Italia, il ministero dell’Interno deve consegnare al ministero degli Esteri le liste dei candidati e i modelli delle schede elettorali per Camera e Senato. “Nessuna compressione dei tempi – ha spiegato Ravaglia – è compatibile con lo svolgimento ordinato delle elezioni”.
(PO / Caf)
