Si sono aperti questa mattina alle otto i cancelli del Viminale per la presentazione dei simboli che concorreranno alla prossima tornata elettorale. Tanti i loghi di piccoli movimenti e realtà territoriali, alcuni dei quali a dir poco particolari. Come i due simboli presentati da Loreto Aratari, 74 anni, dal volto rubizzo e un forte accento abruzzese, leader del movimento Lega Federale del Sud che promette, in caso di vittoria, di “mandare a casa quelli che c’hanno governato da venti anni a questa parte e portarli tutti all’isola di Pianosa, nudi. E levargli tutti i peli che hanno”. O ancora Domenico Savio, settantaduenne segretario del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista: “L’unico vero partito comunista della classe lavoratrice oggi esistente in Italia. Il primo punto del nostro programma è cambiare l’attuale costituzione borghese della Repubblica Italiana, attraverso l’elezione di una apposita costituente che introduca i primi elementi di una società socialista”. Non potevano mancare gli estremisti di destra, come Raffaele Bruno, segretario nazionale del Movimento Idea Sociale che si autodefinisce “erede di Pino Rauti”: “Noi ci presentiamo in molte regioni d’Italia, correndo da soli, per affermare un dato storico, la presenza dei missini in Italia, con un programma ben preciso, la tutela dello stato sociale e dei diritti degli indifesi”. Della stessa area anche il Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale, i cui rappresentanti si sono presentati davanti al Viminale con una camicia marroncina e un cravattino nero, che qualcuno potrebbe aver scambiato per una divisa nazista: “Noi siamo italiani perciò tra i nostri punti c’è anche che non dobbiamo più usare l’inglese, io infatti non sono la candidata premier sono il capo perché premier è una parola inglese -, spiega Maria Antonietta Canizzaro, “capo” del movimento che si definisce “nazionalista e conservatore” -. Noi chiediamo la statalizzazione di tutte le imprese associate esistenti e di tutti gli istituti di credito. Noi vogliamo l’uscita dall’Europa e non più stranieri in Italia”. Tra i simbolo presentati anche quello della Fratellanza Donne, movimento presieduto da Mirella Batini: “Il punto fondamentale del nostro programma è la carta dei diritti delle donne, non siamo né di destra né di sinistra”. O ancora il Movimento Autonomo degli Autotrasportatori Europei: “Io ho fatto le esperienze sui camion, facendo la vita che fa un camionista – spiega il presidente Giovanni Valentino, ex camionista ora pensionato, con un forte accento campano – diciamo che è una vita un po’ schifosa, e ci vuole un po’ più di orgoglio”. (Naf – 11 gen)
