Weinheim – Individuare un nuovo bersaglio del virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi infettiva (nota anche come “malattia del bacio”), ma anche di alcuni tumori e malattie autoimmuni, può aprire la strada per la messa a punto di nuove strategie terapeutiche volte a contrastare la latenza del virus. In questa direzione va lo studio, condotto dal gruppo coordinato da Eliana Coccia del Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell’Istituto superiore di sanità e pubblicato su European Journal of Immunology, rivista scentifica edita in Germania, che ha identificato nelle cellule dendritiche plasmacitoidi (pDC) un nuovo bersaglio della strategia di immunoevasione operata dal virus. La ricerca è stata sostenuta dalla Fondazione italiana sclerosi multipla e dal ministero della Salute. “Ci siamo chiesti inizialmente se le pDC, le più importanti produttrici di interferoni, citochine con una potente attività antivirale, fossero suscettibili all’infezione da EBV – spiega Eliana Coccia, coordinatrice della ricerca svolta insieme a Martina Severa – e come potessero controllare la replicazione virale. Una conclusione a cui è giunta la nostra ricerca consiste nell’aver scoperto un nuovo meccanismo con cui EBV può raggirare, a proprio vantaggio, le difese immunitarie. Questi risultati aiuteranno a mettere a punto nuovi approcci terapeutici in grado di intervenire sui meccanismi di immunoevasione adottati dal virus per instaurare la latenza nell’ospite”. (9colonne)
