(21 gen) In Mali, stato dell’Africa occidentale, già colonia francese, la situazione politica, da tempo compromessa, è precipitata nelle ultime settimane, con l’inasprirsi del conflitto fra il governo centrale e una serie di forze in parte riconducibili alla galassia jihaidista e ad Al Qaeda, in parte rappresentative della componente Touareg del paese, che rivendica l’indipendenza del Nord, per farne la sua patria. In questo scenario, come noto, si è inserita negli ultimi giorni anche la Francia, assieme ad altri paesi fra cui, indirettamente, l’Italia. In Mali è presente anche il Trentino, con un progetto di solidarietà internazionale promosso dalle Acli a Yassing, che riguarda una scuola, divenuta in questi giorni un centro di accoglienza per i profughi in fuga dalle aree dove è più acceso il conflitto. In Mali opera inoltre il primario di nefrologia del Santa Chiara di Trento Giuliano Brunori, che da anni sostiene progetti di collaborazione con la sanità maliana. Infine, nel 2012 la Provincia autonoma di Trento, tramite l’assessorato alla solidarietà internazionale, ha sostenuto il progetto dell’associazione Mali Djiguiya, la cui presidente è Massitan Kantè, immigrata maliana residente in Trentino, che ha previsto il rifacimento del sistema di rifornimento elettrico, tramite pannelli solari, del Villaggio Sos di Sanakoroba. Lo stesso Villaggio Sos di Trento è gemellato con quello di Sanakoroba. (red)