“I SEI PERSONAGGI” PIRANDELLIANI SECONDO RONCONI
Dopo il debutto al 55esimo Festival dei Due Mondi di Spoleto lo scorso luglio e le repliche al Piccolo Teatro Studio di Milano, torna in scena dal 2 al 28 marzo al Teatro India di Roma “In cerca d’autore. Studio sui ‘Sei personaggi’” di Luigi Pirandello diretto da Luca Ronconi. Un inedito Pirandello, rinnovato e liberato dalle abusate formule convenzionali del “teatro nel teatro” e dai paradossi retorici sull’ “essere e l’apparire”. Un ribaltamento del mondo pirandelliano che la regia di Ronconi trasferisce in uno spazio vuoto e claustrofobico, una stanza della mente, in cui rinchiudere il “dramma” dei sei personaggi: una madre, un padre, una figliastra, una bambina, un giovinetto e un figlio, tutti esseri prigionieri delle ossessioni, delle astrazioni e dei fantasmi del regista-capocomico da cui pretendono la “vita” e la messinscena della loro vicenda reale. Proprio rinunciando al palcoscenico, il regista sottolinea come “questi personaggi vivano nella mente di chi li ha creati, siano figure immaginate da un autore e quindi non possano avere nessun tipo di concretezza”. Una doppia dimensione: quella degli attori, convocati per le prove e pronti a reclamare il loro spettacolo; e quella dei personaggi che raccontano ed esprimono il loro dramma umano, vivendolo in prima persona per impossessarsi della scena, lasciando ai margini della scena gli attori e l’autore. “In cerca d’autore. Studio sui ‘Sei personaggi’” è l’esito finale del progetto triennale, nato dalla collaborazione tra il Centro Teatrale Santacristina e l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. L’itinerario formativo e creativo, che conduce alla nascita dello spettacolo, si compie negli spazi della scuola del Centro Teatrale Santacristina, dove a partire dall’agosto 2010 per tre cicli estivi di laboratori Luca Ronconi ha guidato gli allievi diplomati al corso di recitazione dell’Accademia attraverso l’analisi e il lavoro sul testo pirandelliano. (Red)
MASTANDREA TORNA ALL’AMBRA JOVINELLI
Debuttavano sette anni fa proprio all’Ambra Jovinelli: Mattia Torre e Valerio Mastandrea con il fortunato monologo Migliore. Valerio Mastandrea torna sul palcoscenico romano fino al 3 marzo con un’altra pièce, “Qui e ora” firmata dallo stesso Mattia Torre che ne cura anche la regia e con accanto un compagno di scene, Valerio Aprea. Migliore raccontava la metamorfosi di un uomo buono diventato ‘cattivo’, a cui la vita sorride. Un apologo dei tempi moderni con uno sguardo ferocemente disincantato. Qui e ora è un ritratto corrosivo a due voci della nostra realtà, dove lo scontro che apre la pièce è solo l’avvisaglia di una rivolta appena alle porte… Un incidente appena avvenuto in una strada secondaria di un’isolata periferia romana, vicina al grande raccordo anulare, completamente deserta, senza passanti, né case, nei campi, nel nulla. Due scooter di grossa cilindrata subito dopo l’impatto: il primo ribaltato, idealmente conficcato a terra, il secondo irriconoscibile, un disastro di lamiere ancora fumanti. Un incidente importante, spettacolare. A terra, a pochi metri l’uno dall’altro, due uomini sulla quarantina; il primo immobile, potrebbe essere morto, l’altro piano muove un piede, a fatica si alza. E anche il primo apre gli occhi. Avrebbero bisogno di aiuto, ma non lo avranno; avrebbero bisogno di cure, ma i soccorsi non arriveranno prima di un’ora e mezza. Intorno a loro, per loro, niente e nessuno. (Red)
MAURIZIO BATTISTA TORNA CON “OGGI NON E’ GIORNATA”
Stagione di bilanci per Maurizio Battista che propone nel suo nuovo spettacolo “Oggi non è giornata” che si terrà al Teatro Sistina di Roma dal 19 febbraio al 17 marzo, un’analisi dettagliata degli ultimi cinquant’anni della vita degli italiani. Non proprio un’agenda Monti, ma certamente una catena di critiche pungenti e di incisivi buoni propositi suggeriti da chi la realtà del quotidiano la sa leggere molto bene. Partendo dai sacrifici dei nostri nonni e dei nostri genitori, attraversando provocatoriamente vizi e virtù dei nostri tempi, Battista si svincola dal mondo della politica per ridere delle nostre responsabilità, delle scelte che abbiamo fatto negli anni, di come le abitudini sono cambiate, fino alla domanda fatidica: possiamo davvero chiamarlo progresso? La location è già provocatoria: il sipario si apre sulla sala abbandonata di un cinema d’essai e Battista, che arriva in bicicletta a dimostrazione delle ristrettezze economiche in cui stiamo vivendo, fa paragoni tra la vita di oggi e quella di cinquant’anni fa. (Red)
“LA CASA DELLA NONNA” A ROMA
Sarà in scena al Teatro dei Conciatori a Roma dal 19 al 24 febbraio lo spettacolo “La Casa della Nonna” scritto e diretto da Nino Romeo e interpretato da Graziana Maniscalco, Gianna Paola Scaffidi e Nino Romeo. La casa della nonna è una commedia: commedia striata di nero su fondo grigio, quello della nostalgia, delle memorie; commedia spruzzata di acido corrosivo, quello dei risentimenti. La casa della nonna è una commedia di conversazione: conversazione tra due sorelle che si rincontrano, dopo anni, nella casa della nonna, morta da poche ore. Dapprima la conversazione è conflitto: sulle diverse concezioni della vita, dell’arte, della morale, dei comportamenti. In seguito, il conflitto si fa rancore: e su tutto prevale il rapporto con i genitori e con la nonna, cristallizzato sin dall’adolescenza. Ma, come in ogni commedia, conflitto e rancori lasceranno spazio all’intesa, alla ricomposizione di affetti e memorie. Così, le due sorelle scopriranno vincoli d’inattesa solidarietà di fronte ai personaggi maschili (simili, perché congiunti da parentele incrociate) che si presenteranno al finale di ogni scena, e che porteranno via l’unico bene residuo che a loro rimane: la casa della nonna. L’acquisita sorellanza condurrà le due sorelle a riflettere sulla loro vita: una riflessione che investe, inevitabilmente, una parte della generazione alla quale appartengono: quella che si è limitata a specchiarsi nella propria intelligenza e nei propri talenti, rinunciando ad aggredire la vita. Private della casa della nonna, le due sorelle affrontano con serenità il proprio futuro nella strada, da nuove povere. E dalla strada osserveranno da lontano il palazzo della casa della nonna ristrutturato e trasformato in un albergo ad ore. (Red)
“MI RITORNI IN MENTE”, IL LIVE SHOW ANNI ’60-‘70
Roma, 15 feb – Dopo il grande successo della prima dello spettacolo “Mi ritorni in mente”, con Franco Oppini e Renato Giordano, prosegue al Teatro Tirso de Molina di Roma fino al 24 febbraio il live show che ripercorre in musica e ricordi i mitici anni ’60 e ’70: Franco e Renato, per soddisfare la curiosità di alcuni ragazzi, si ritrovano a raccontare gli anni della loro adolescenza e spiegano come ci si innamorava, descrivendo le feste, le gite in pullman, i localini, gli appuntamenti al cinema, le vacanze al mare, la moda e, specialmente, le canzoni. Sul palco, ad accompagnare la travolgente simpatia di Oppini un cast di grandi voci e talenti, tra cui Stella Anton (X Factor) e Sabrina Crocco. La produzione è di Francesco Bellomo. “Mi ritorni in mente” è un eterno revival, con musiche dal vivo de Gli Innocenti, il mitico gruppo diretto da Carmelo Avanzato. Lo spettacolo è un modo coinvolgente per riascoltare alcuni dei brani intramontabili che hanno fatto la storia della musica, attraverso un musical che ripercorre lo straordinario periodo di fermento culturale e artistico. Il regista e attore Renato Giordano ha voluto omaggiare con questo spettacolo un’intera generazione e un periodo della storia della musica, dando vita ad uno dei più seguiti e amati musical all’italiana. (Red)