Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha annunciato l’ emanazione del “Motu Proprio” deciso dal Papa, dove sono stati effettuati minimi cambiamenti riguardo la durata della sede vacante prima dell’ inizio del Conclave. Si legge nel documento: “Ordino che, dal momento in cui la Sede Apostolica sia legittimamente vacante, si attendano per quindici giorni interi gli assenti prima di iniziare il Conclave; lascio peraltro al Collegio dei Cardinali la facoltà di anticipare l’ inizio del Conclave se consta della presenza di tutti i Cardinale elettori, come pure la facoltà di protrarre, se ci sono motivi gravi, l’ inizio dell’ elezione per alcuni altri giorni”; in pratica, qualora siano presenti tutti i cardinali elettori prima dei quindici giorni stabiliti, il Conclave potrà iniziare tranquillamente senza aspettare oltre. Inoltre Benedetto XVI ha stabilito, d’ ora in avanti, che l’ unico metodo per eleggere il romano pontefice sarà quello per scrutinium, annullando i modi detti per acclamationem seu inspirationem e per compromissum”. Si continua nel “Motu Proprio”: “Nessun cardinale elettore potrà essere escluso dall’ elezione sia attiva che passiva per nessun motivo o pretesto, fermo restando quanto prescritto al n. 40 E al n. 75”, ossia solo il Papa ha la possibilità di deporre un cardinale e la congregazione generale non può opporre alcun veto alla decisione presa. Benedetto XVI ha precisato ancora le norme sulla segretezza del conclave: “L’ intero territorio della Città del Vaticano e anche l’ attività ordinaria degli Uffici aventi sede entro il suo ambito dovranno essere regolati, per detto periodo, in modo da assicurare la riservatezza e il libero svolgimento di tutte le operazioni connesse con l’ elezione del Sommo Pontefice. In particolare si dovrà provvedere, anche con l’ aiuto di Prelati Chierici di Camera, che i Cardinali elettori non siano avvicinati da nessuno durante il percorso dalla Domus Sanctae Marthae al Palazzo Apostolico Vaticano”. Il Papa inoltre ha anche affrontato la delicata questione Vatileaks, decidendo che il dossier redatto dai tre cardinali membri del collegio d’ inchiesta (lo spagnolo Julian Herranz, lo slovacco Jozef Tomko e l’ italiano Salvatore De Giorgi) momentaneamente top secret, sia messo a disposizione del nuovo pontefice. Con quest’ ultimo atto Ratzinger ha chiuso il mandato della Commissione. (Fla – 25 feb)
