I dati si inseguono e si sconfessano. Chi ride si dispera qualche minuto dopo e viceversa. E, su Twitter, al di là delle frenetica attività di commento, tiene banco l’hashtag #scuse 2013. Ovvero: come i vari partiti “vittime” della debacle elettorale si giustificheranno con i propri elettori. Apre la sfilza dei commenti il vicedirettore di Rai 2 Gianluigi Paragone, che subito fornisce un’ottima sequenza di spunti. Si comincia con “La gente ha preferito guardare il derby e poi la notte degli Oscar”, per poi proseguire con “Non erano elezioni vere: erano solo un’amichevole”. Il conduttore di “L’ultima parola” è scatenato e, poco dopo, “cinguetta” la scusa più condivisa: “Se Grillo non si fosse presentato avremmo vinto”. E il messaggio arriva dritto dritto al Partito democratico. E’ d’accordo Andrea Scanzi del Fatto Quotidiano che risponde a Paragone allargando la gittata: “Lo stanno già dicendo a sinistra e a destra. Imbarazzanti. E’ sempre colpa degli altri. Sempre”. Interviene con ironia anche qualcuno degli “attori” della contesa elettorale. La sezione di Gallarate di Fare per fermare il declino interviene con un caustico: “Se i Maya avessero fatto meglio i conti avremmo vinto a mani basse”. Della redazione di “L’ultima parola” è anche Giulia Cazzaniga, secondo la quale la scusa2013 per eccellenza sarà: “Colpa di una certa stampa e di alcuni giornalisti…”. C’è qualcuno che sostiene che “Se non ci fosse stato il maltempo avremmo vinto” e chi rilancia che “Se non ci fossero stati gli italiani avremmo vinto”. Qualcuno dà la colpa, con sarcasmo, a “’sta regola del suffragio universale…”. Altri, in stile sanremese, ipotizzano reazioni del tipo: “Non siamo arrivati primi, ma ci riteniamo soddisfatti per aver vinto il premio della critica…”. Chi si appella alla storia del voto sostiene che qualcuno potrebbe sostenere che “Confrontando il dato odierno con quello del 1991 siamo in crescita”, mentre non manca chi ironizza verso l’ex premier Monti sostenendo che “il 10% è un elemento di novità importante”. Sul giaguaro da smacchiare i tweet si sprecano ma qualcuno torna anche alle primarie del Pd, fino a sostenere che “il camper di Renzi impediva agli elettori di entrare nei seggi”. (25 feb -Gco)
