(18 mar) – E’ stata inaugurata nel villaggio palestinese di Aboud, presso Ramallah, una piccola cantina vinicola, nata grazie al contributo del Trentino. A favorire il ritorno della coltivazione della vite e della produzione del vino in queste terre, pur fra mille difficoltà, la cantina salesiana di Cremisan, a Beit Jalla, che ha fatto rinascere, con il sostegno della Fondazione Mach, il “vino di Cana”, che sta ottenendo consensi crescenti sul mercato. Alla cerimonia d’inaugurazione erano presenti anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher, che aveva cominciato a seguire il progetto già all’epoca in cui era sindaco di Trento. Con lui il consigliere provinciale Michele Nardelli, referente dell’associazione Pace per Gerusalemme, il rappresentante dell’autorità palestinese in Italia, Ali Rashid, il presidente della cantina Pravis, Mario Zambarda, anche a nome dell’associazione Mezzaluna fertile e padre Ibrahim Faltas, frate francescano, già custode della basilica della natività di Betlemme e oggi responsabile economo della custodia di Terrasanta. Ad accompagnare la delegazione trentina in questa prima parte della sua visita in Palestina una personalità d’eccezione, padre Ibrahim Faltas, che ha aperto al presidente Pacher le porte della Fondazione Giovanni Paolo II, a Betlemme, dove fra le altre cose si organizzano corsi di lingua italiana per studenti palestinesi, molto frequentati. (red)