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A Londra l’omaggio
a Giorgio Morandi

it@withub.it by it@withub.it
22 Marzo 2013
in Archivio speciali - Mostre
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A LONDRA L’OMAGGIO A GIORGIO MORANDI
La Estorick Collection of Modern Art di Londra festeggia nel 2013 il suo 15esimo anniversario. Per celebrare questa speciale ricorrenza il museo inaugura la mostra “Lines of Poetry” dedicata a Giorgio Morandi che, fino al 7 aprile, presenta ottanta opere su carta e ripercorre con acqueforti e acquarelli l’intera carriera dell’artista bolognese. Organizzata in collaborazione con la Galleria d’Arte Maggiore di Bologna, con opere provenienti da collezioni private e dalla Collezione Estorick, l’esposizione è una delle più complete retrospettive sull’arte grafica di Morandi mai organizzate nel Regno Unito. La mostra è inoltre affiancata da una serie di immagini Polaroid rielaborate con delicatezza e di stampe digitali del fotografo Nino Migliori (1926). Create durante la metà degli anni Ottanta, le fotografie fanno parte della serie intitolata “Paesaggi immaginati: I Luoghi di Morandi” ed esplorano il paesaggio di Grizzana, amato dall’artista e immortalato in tante sue opere, paese che, quale riconoscimento all’affetto dell’artista verso il suo territorio, è stato rinominato “Grizzana Morandi” nel 1985. (Red)

NOVANTA ARTISTI PER IL TRICOLORE
Si intitola “Novanta artisti per una bandiera” la mostra che fino al 25 aprile, ai chiostri di San Domenico di Reggio Emilia, presenta le opere di 90 artisti contemporanei, italiani e stranieri, che si sono confrontati sul tema della bandiera italiana a partire dal tricolore, loro consegnato, scelto tra quelli che nel 2011, nell’ambito delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, furono esposti a Reggio Emilia, Città del Tricolore. Si tratta delle bandiere legate al sorgere dell’idea dell’Unità d’Italia: il tricolore adottato il 7 gennaio 1797 proprio a Reggio Emilia; quelle dell’età giacobina e napoleonica; le bandiere dei moti e delle insurrezioni popolari durante il Risorgimento; quelle degli stati preunitari; le bandiere dell’Unità e del Regno d’Italia; le varie versioni di bandiera adottate della Repubblica, per finire con quelle utilizzate, anche di recente, per obiettivi di grande valore sociale ed etico. Diverse sono state le modalità di creazione delle opere: alcuni artisti sono intervenuti sulla bandiera stessa o su una sua parte; altri ne hanno utilizzato frammenti per inserirli, attraverso il collage, nei loro lavori; altri ancora ne hanno creata una del tutto autonoma: la bandiera loro assegnata è diventata fonte diretta di ispirazione per i riferimenti di colori, scritte e forme disegnate. L’esposizione, promossa dall’associazione Curare Onlus in collaborazione con il Comune, raccoglie i fondi per costruire a Reggio Emilia un Ospedale della Donna e del Bambino. Dopo Reggio Emilia, l’obiettivo è di portare la mostra in altre città italiane. (Red)

AGLI UFFIZI GLI ARTISTI SPAGNOLI DEL ‘500 IN ITALIA
La mostra “Norma e capriccio. Spagnoli in Italia agli esordi della ‘maniera moderna’”, alla Galleria degli Uffizi di Firenze fino al 16 maggio, rappresenta il primo evento espositivo dedicato all’attività degli artisti spagnoli approdati in Italia fra l’inizio del Cinquecento e gli anni Venti del secolo, partecipi del fervido clima culturale animato a Firenze, a Roma e a Napoli. Sono le fonti storico-artistiche italiane a riconoscer luna posizione preminente sulla scena internazionale del Cinquecento a nomi come il castigliano Alonso Berruguete (1488 circa -1561), Pedro Machuca nativo di Toledo (1490 circa – 1550), Pedro Fernández (meglio noto come lo “Pseudo-Bramantino” e proveniente da Murcia), Bartolomé Ordónez (? –1520) e Diego de Silóe (1490 circa – 1563) (entrambi di Burgos), capaci di imporsi come protagonisti del ‘manierismo’ europeo. Giorgio Vasari, ad esempio, nelle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori ed architettori ricorda il Berruguete accanto a Rosso e Pontormo nello studio delle opere di Michelangelo e Leonardo; ma anche Pietro Summonte, celebre letterato campano, cita i lavori di Ordónez e De Silóe in una lettera del 1524 sui più importanti monumenti di Napoli. La mostra accosta i capolavori di questi autori a straordinarie testimonianze della produzione italiana fra Quattro e Cinquecento. Le ragioni dell’esposizione sono sintetizzate da un parere attribuito a Michelangelo nei “Dialoghi romani” di Francisco de Hollanda, pubblicati a Lisbona nel 1548. In quel trattato, contenente osservazioni raccolte dall’autore durante un lungo soggiorno italiano prolungatosi dal 1538 e al 1547, il Buonarroti afferma: “Così pure dichiaro che nessuna nazione e nessun popolo (ad eccezione di uno o due spagnoli) può assimilare perfettamente né imitare la maniera di dipingere italiana (che è quella della Grecia antica), senza essere subito riconosciuto facilmente per straniero, per quanto si sforzi e lavori”. (Red)

A ROMA IL RICORDO DI SANDRO PERTINI
Fino al 22 aprile, a Roma, alla galleria dell’associazione culturale “La Farandola” si tiene la mostra “Da una pagina grigia della storia italiana a un colore forte… Sandro Pertini” che ripercorre la storia del politico: la sua infanzia, la sua gioventù, l’esilio e il periodo clandestino, il rientro in Italia , il carcere , la Resistenza, per arrivare alla nomina a presidente della Repubblica nel 1978. Per l’evento, organizzato dalla Fondazione Sandro Pertini di Firenze, sono state istituite tre borse di studio a tema artistico con un bando rivolto ad altrettanti studenti di istituti superiori di Roma, che saranno premiati il 19 aprile in occasione di una tavola rotonda dedicata a “Pertini. L’uomo delle Istituzioni. Un altro incontro, dedicato a “Pertini. Il Partigiano e l’uomo politico” si terrà il 10 aprile. In occasione della mostra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito una targa di rappresentanza. (Red)

FOTO PER DIFENDERE TRIBU’ AFRICANA SAMBURU
Attraverso una selezione tra migliaia di scatti Matteo Guzzini indaga usi e costumi dei Samburu, una delle ultime grandi tribù semi-nomadi africane del Kenia centro-settentrionale. Nella mostra “African Heroes. Samburu-Masai”, fino al 21 aprile alla Galleria Mudina di Milano le splendide immagini del 40enne fotografo marchigiano testimoniano della “resistenza” in una Africa sempre più “occidentalizzata” di questo popolo che difende la sua antica cultura, continuando a rappresentare un modello avvincente ed emozionante di perfetta simbiosi tra arte e natura.Al progetto collabora Amref Italia. In particolare il progetto di Matteo Guzzini è finalizzato alla costruzione di una scuola presso il clan Samburu Lorokushu presso Lolmolok. Il programma Mudima dedicato all’Africa, continuerà con una mostra africana a cura di Achille Bonito Oliva, dal 2 maggio all’1 giugno. (Red)

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