A MILANO UN VIAGGIO NEL MADE IN ITALY
Fino al 12 maggio il Palazzo della Ragione di Milano ospita la mostra “Che storie! Oggetti, miti e memorie”. La mostra, con ingresso gratuito, promossa dal Comune e da Museimpresa – Associazione Nazionale Musei e Archivi d’Impresa, è organizzata in occasione del Salone del Mobile-Fuori Salone. Presentato un percorso nel “made in Italy” attraverso le collezioni delle più importanti aziende del nostro Paese, un viaggio alla scoperta delle ricche collezioni di circa 50 musei e archivi d’impresa italiani. In mostra non vecchi oggetti e carte polverose, quindi, ma un mondo sorprendente che offre la possibilità al visitatore di tuffarsi negli ultimi 100 anni di storia attraverso materiale filmico e fotografico, oggetti e prototipi, bozzetti, manifesti, lettere e disegni provenienti dalle collezioni delle più importanti aziende del nostro Paese, passando dal food e beverage (Campari, Branca, Martini, Peroni, Amarelli, Barilla) ai motori (Piaggio, Pirelli, Ducati, Ferrari, Alfa Romeo), dalla moda (Ferragamo, Borsalino, Safilo, Rossimoda) al design (Alessi, Guzzini, Kartell). Ma l’elenco prosegue con altri importanti brand (in allegato, l’elenco delle aziende associate a Museimpresa che partecipano all’iniziativa). In occasione della mostra sono, inoltre, disponibili alcuni racconti sonori realizzati dagli ideatori e dai produttori di Destini Incrociati e Magnifici Destini in onda su Radio24. Possono sia essere ascoltati all’interno dello spazio espositivo sia fruiti attraverso il sito di Museimpresa e il portale di racconti Portlandradio.net. (red)
I GRANDI PROTAGONISTI DEL FUMETTO ITALIANO
Guido Crepax, Hugo Pratt, Andrea Pazienza, Francesco Tullio Altan, Tiziano Sclavi. Cinque protagonisti dell’“età adulta del nostro fumetto” dal dopoguerra ad oggi al centro della mostra “Non sono solo nuvolette” alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma fino all’11 maggio. “Non sono solo nuvolette” rappresenta uno sguardo inedito sulle collezioni a strisce custodite dalla Biblioteca Nazionale e finora mai esposte, costruita attraverso le riviste che tra gli anni ‘60 e gli ‘80 hanno segnato l’evoluzione del nostro fumetto d’autore e la sua affermazione come autonomo genere letterario: a partire dalla capostipite Linus, fondata nel 1965 da Giovanni Gandini e poi diretta da Oreste Del Buono, punto di partenza di una nuova espressione della letteratura italiana, che ospitò la nascita di Valentina, la sensuale e sofisticata fotografa milanese creata da Guido Crepax; Sgt. Kirk, nata nel luglio 1967 sulla scia di Linus e dedicata al fumetto d’avventura, che vide esordire sulle sue pagine il personaggio di Corto Maltese di Hugo Pratt ne La ballata del mare salato, vero e proprio precursore del graphic novel; Il Male, il più trasgressivo dei giornali satirici italiani, fondato da Pino Zac nel 1977, su cui si scatenò la verve graffiante di Altan; mentre l’inquietante e provocatorio Zanardi di Andrea Pazienza – di cui si espongono alcuni disegni originali per gentile concessione dell’amico Antonio Biccari – esordisce nel 1981 sulle pagine della rivista d’avanguardia Frigidaire; nel 1975, sul Corriere dei Piccoli, esordisce invece il genio di Tiziano Sclavi con una strampalata coppia di detective, Altai & Jonson, prima di dare vita con Dylan Dog a quello che è a tutt’oggi il maggior successo editoriale della stampa a fumetti in Italia. (red)
DOPPIO OMAGGIO AL FOTOGRAFO FRANCESCO ZIZOLA
Doppio omaggio a Roma a Francesco Zizola, il fotografo romano sette volte “World Press Award”. Al Museo di Roma in Trastevere fino al 28 aprile è allestita la mostra “Uno Sguardo inadeguato” che presenta una inedita selezione di 80 foto a colori scatti scattate nei paesi del sud del mondo mentre, fino al 25 maggio, all’Ilex Exhibition Space, nuovo spazio capitolino dedicato alla fotografia, “Black & White,1998” presenta sei foto di grande formato in bianco e nero realizzate in stampa baritata. La curatrice Laura Mocci scrive: “Francesco Zizola è giornalista, Francesco Zizola è italiano. Fotografie. Tante. Momenti drammatici, scatti fugaci che immortalano istanti di vita, di morte. Zizola documenta brani di storia contemporanea. Attraverso il suo occhio realtà lontane nello spazio diventano terribilmente vicine, familiari, comprensibili. Africa, Asia, Americhe, ricchi e poveri, pace e guerra, a colori o in bianco e nero, le sue fotografie sono legate da quel senso dello spazio, dell’armonia, della misura tutto italiano. E’ quel senso di classicità che rendeva unico un innovatore come Modigliani nella Parigi di inizio Novecento, o Alberto Burri nel panorama dell’arte informale, che affonda le proprie radici nella cultura del saper vedere ciò che si guarda. Quella capacità di individuare l’assoluto nel quotidiano, senza cercarlo, senza volerlo, perché innato in chi è cresciuto facendo dello sguardo il proprio mestiere”. (red)
I “TULKU” BUDDISTI FOTOGRAFATI DA PAOLA PIVI
Il centro di arte contemporanea Witte de With di Rotterdam presenta, fino al 5 maggio, “Tulkus 1880-2018”, l’opera work in progress con cui l’artista italiana Paola Pivi, Leone d’Oro alla Biennale del 1999, mira alla creazione di una collezione completa di ritratti dei tulku di tutto il mondo – che nel buddhismo tibetano sono le reincarnazioni riconosciute di precedenti maestri buddisti – a partire dall’inizio dell’arte fotografica ad oggi. Finora in tutte le scuole del buddismo e nelle aree del mondo in cui si pratica questa religione la 42enne artista milanese (che da alcuni anni vive ad Anchorage, in Alaska) ha raccolto oltre 1100 ritratti fotografici. La ricerca di Pivi continuerà a crescere e ad essere presentata all’estero fino al 2018 per un totale di 10 mostre, dopodiché le opere saranno donate al popolo tibetano. Il progetto è curato da Davide Trapezi e co-commissionato dallo stesso Witte de With e da Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (Torino). La direzione della ricerca si svolge sotto la supervisione dello storico tibetano Tashi Tsering, direttore dell’Istituto Amnye, Centro tibetano per Studi Avanzati, Dharamsala, in India. Tra gli sponsor del progetto: Artissima, Torino, Galleria Massimo De Carlo, Milano e Londra, Galerie Perrotin, Hong Kong / Parigi, Laboratorio fotografico Grieger, Dusseldorf oltre a donatori anonimi. Il direttore della Witte de With Defne Ayas ha definito la mostra “una grande impresa di chiave valore storico”. (PO / red)
A NEW YORK I SEMI PREZIOSI DI ROBERTO VISANI
C’è anche un artista italiano, Roberto Visani, tra i 26 che partecipano a “The Show Emo”, il progetto artistico presentato fino all’11 maggio all’Efa Project Space di New York, spazio dedicato allo studio dei processi creativi, ideato dalla Elizabeth Foundation for the Arts e sostenuto finanziariamente dall’amministrazione della città oltre che da alcuni fondazione private. Il fil rouge che unisce le opere degli artisti in mostra è quello di essere – a partire dalla Teoria del Rasa, l’antica filosofia indiana usata per classificare gli stati emotivi provocati da esperienze estetiche – “emotivamente potenti e risonanti”. E lo sono i semi preziosi di Roberto Visani, 39enne artista bresciano che riproduce i semi della terra (grano, fagiolo, seme tropicale, seme di acero, ecc.), utilizzando materiali nobili come bronzo, marmo e granito e portando così lo spettatore ad una profonda riflessione sulla necessità di un ritorno alle origini e alla natura. Gli altri artisti in mostra a New York sono: Samira Abbassy, Ibrahim Ahmed III, Firelei Baez, Ruby Chishti, Annabel Daou, Dahlia Elsayed, Chitra Ganesh, Julie Heffernan, Musa Hixson, Emma K. McCagg, Rafael T. Melendez, Dmitry Morozov, Kevork Mourad, Petros Pappalas, Antonia Perez, Wanda Raimundi-Ortiz, Sumayyah Samaha, Larilyn Sanchez, Hiba Schahbaz, Shane Aslan Selzer, Edgar Serrano, Teresa Serrano, Wojtek Ulrich, William Villalongo, Richard Oliver Wilson. (red)