(17 apr) Un protocollo d’intesa firmato da Regione Umbria e dal Beijing Institute of Fashion Technology per scambi culturali tra la regione italiana e la Cina. Il programma presentato ieri prevede lo sviluppo di rapporti di cooperazione tra istituzioni culturali, scientifiche e di ricerca, per un confronto di conoscenze e di esperienze nel settore della moda, dei beni culturali, del design, del turismo, dello spettacolo, della qualità dei prodotti agroalimentari, della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica, per lo scambio di ricercatori nei diversi settori, per l’intensificazione dell’insegnamento della lingua e cultura italiane in Cina e della lingua e cultura cinesi in Italia; lo scambio di conoscenze ed esperienze nell’ambito delle attività produttive e dello sviluppo economico, con particolare riguardo per le piccole e medie imprese e per gli investimenti; lo scambio di conoscenze ed esperienze nel campo dell’innovazione tecnologica nell’industria e nei servizi; la reciproca promozione commerciale e turistica dell’Umbria in Cina e della Cina in Italia. “Abbiamo ripreso le relazioni, che sono sempre esistite negli anni fra la Regione Umbria e la Cina reimpostandole su una base di continuità e finalizzazione. L’obiettivo di fondo è far conoscere ai cinesi l’Umbria e tutto quello che in Umbria si sa fare” ha commentato Lucio Caporizzi, dell’Area Programmazione, innovazione e competitività della Regione Umbria, firmatario del protocollo. “Lo scopo – ha spiegato il coordinatore Imprese e lavoro Luigi Rossetti – è quello di rendere visibile e riconoscibile il ‘brand Umbria’ nella sua unità e specificità, creando politiche di ‘cluster’ e ‘reti’ in cui le piccole imprese possano fare massa critica”. “È importante aver ripreso con grande determinazione i rapporti e gli scambi fra l’Umbria e la Cina – ha detto l’assessore alla Cultura e al turismo Fabrizio Bracco – un continente immenso che offre grandissime possibilità e opportunità per le nostre aziende e i nostri operatori economici. È importante che il ‘Progetto Cina’ sia sviluppato in tutte le direzioni possibili, mostrando quanto sia fecondo mettere in rapporto cultura ed economia”. (Red)