(18 apr) Nel 2011, il sistema pensionistico italiano ha erogato 23,7 milioni di prestazioni pensionistiche, per un ammontare complessivo pari a circa 266 miliardi di euro; il valore corrisponde al 16,8% del prodotto interno lordo (Pil) e a un importo medio per prestazione pari a 11.229 euro. Rispetto al 2010, la spesa complessiva per pensioni è aumentata del 2,9% e la quota sul Pil è cresciuta di 0,2 punti percentuali. È quanto emerge dalla rilevazione annuale sui trattamenti pensionistici e sui loro beneficiari condotte dall’Istat e dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, a partire dai dati dell’archivio amministrativo – Casellario centrale dei pensionati – nel quale sono raccolte le informazioni sulle prestazioni pensionistiche erogate da tutti gli enti previdenziali italiani, pubblici e privati. Le prestazioni pensionistiche sono classificate in sette gruppi: vecchiaia, invalidità, superstiti, indennitarie, invalidità civile, sociali e guerra (per le definizioni dei gruppi si rinvia al glossario). Poiché una singola persona può beneficiare di più pensioni appartenenti anche a tipologie diverse, la somma rispetto alle diverse tipologie può essere ottenuta solo con riferimento al numero di prestazioni. Le pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs) sono 18,6 milioni (il 78,4% del totale), per una spesa complessiva di 240.688 milioni di euro (il 90,5% del totale) e un importo medio annuo di 12.961 euro. Le pensioni di vecchiaia o anzianità sono la maggioranza (il 51,9% dei trattamenti pensionistici), e presentano l’importo medio annuo più elevato, pari a 15.497 euro, per una spesa complessiva di 190.416 milioni di euro (il 71,6% del totale). Le pensioni ai superstiti sono il 20,6% dei trattamenti pensionistici e assorbono il 14,7% della spesa (per un totale di 39.113 milioni); il restante 5,9% delle prestazioni si riferisce agli assegni ordinari di invalidità e a pensioni di inabilità, che assorbono il 4,2% della spesa totale (11.159 milioni).
http://www.istat.it/it/archivio/87850
