(19 apr) A febbraio 2013 il tasso di occupazione risulta pari al 56,4%: circa 2,6 punti percentuali in meno rispetto al 2008 e 0,5 punti rispetto a dodici mesi prima (cui corrisponde una riduzione di 219 mila occupati). Nel 2011, l’11,1% delle famiglie è relativamente povero (8.173 mila persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti (3.415 mila). Nel 2012, il potere d’acquisto delle famiglie ha registrato una flessione del 4,8% nei confronti del 2011. I dati allarmanti sul mercato del lavoro e sulla situazione delle famiglie sono il riflesso della fase recessiva che ha interessato a partire dal terzo trimestre del 2011 l’economia italiana e che dura tuttora: nel quarto trimestre 2012 si è registrata la sesta flessione congiunturale consecutiva del Prodotto interno lordo (Pil) in termini reali. La variazione acquisita per il 2013 è pari a -1,0 %. Questi sono alcuni dei dati contenuti nella relazione dei “saggi” (Filippo Bubbico, Giancarlo Giorgetti, Enrico Giovannini, Enzo Moavero Milanesi, Giovanni Pitruzzella e Salvatore Rossi) incaricati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di proporre un’agenda di interventi in materia economico-sociale. L’appendice statistica della relazione fornisce tutte le informazioni essenziali sul precario stato di salute dell’economia italiana.