Una “scelta difficile” quella del Partito democratico di dare la disponibilità al presidente della Repubblica a un governo di larghe intese. Lo dichiara la deputata del Pd eletta nella circoscrizione Estero Laura Garavini secondo la quale però è necessario, in questo particolare momento, “essere realisti” e comprendere la “profonda difficoltà in cui si trova il Paese” che “ha bisogno di un governo che metta avanti riforme importanti per il rilancio dell’economia, come il pagamento dei debiti da parte della pubblica amministrazione, le misure per l’occupazione, anche giovanile, le riforma elettorale e quelle istituzionali”. “Si tratta – dice la Garavini – di una scelta obbligata di fronte a esigenze incombenti come queste” e di fronte “all’impossibilità di realizzare il governo del cambiamento, fallito in seguito alla scelta del Movimento 5 stelle di non offrire alcuna disponibilità al dialogo” a cui è seguito anche “il tentativo di Napolitano per sbloccare questa situazione, ma il Movimento 5 stelle non ha accettato”. E’ dura con il partito di Grillo la parlamentare eletta all’estero che si dice stupita per “l’atteggiamento deplorevole” dell’M5s, quello di “sottrarsi alla responsabilità” e che di fronte “all’opportunità di governare, si tira indietro”. Al Movimento 5 stelle Laura Garavini non perdona il ‘no’ incondizionato dei grillini a Pier Luigi Bersani, nonostante il leader del Pd “si sia speso al massimo e dando la massima disponibilità per trovare un nome condiviso” per il Colle. “Non hanno accettato il confronto – prosegue la deputata democratica – ma volevano imporre un nome a noi, quello di Rodotà, che poi, abbiamo visto solo oggi che era stato proposto da 4677 iscritti”. Tra l’altro, tra i nomi votati dai simpatizzanti del Movimento nelle “Quirinarie” compare anche il nome di Romano Prodi e nonostante questo, “il M5s – sottolinea Garavini – si è rifiutato di votare Prodi”. Non manca da parte della Garavini anche una forte critica verso i 101 “franchi tiratori” del Pd che nel segreto dell’urna hanno tolto la fiducia a Prodi, dopo averlo votato per acclamazione poche ore prima al Capranica. Quella “è stata una clamorosa sconfitta” ed è “grave quello che hanno fatto i 101 franchi tiratori”. “Siamo usciti molto male da queste ultime vicende – dice Garavini – noi stessi siamo stati artefici del crollo di Marini e di Prodi”. In questo ultimo periodo, secondo la parlamentare, è “scoppiato tutto il rancore accumulato nel corso dei mesi scorsi per questioni che non si erano risolte. Ora bisogna ripartire da lì con un grande sforzo per ricompattare le anime ma soprattutto per spiegare agli elettori sul territorio i motivi delle nostre scelte e anche dei nostri errori. E’ una sfida non di poco conto che può sottoporci a diverse critiche ma alla quale non possiamo sottrarci”. Con un governo di larghe intese torneranno in primo piano anche le proposte dei “saggi” scelti da Napolitano per individuare le riforme necessarie per il Paese: tra queste c’è anche l’ipotesi proposta dal gruppo di lavoro per le riforme istituzionali di eliminare la circoscrizione Estero, di cui attualmente fanno parte 18 parlamentari. “Ci impegneremo per cercare di far crescere la consapevolezza dell’utilità della circoscrizione Estero” dichiara la deputata del Pd eletta in Europa. Una cosa però è certa: “Il voto per corrispondenza – sottolinea Garavini – va messo in sicurezza” perché con il sistema attuale “ci sono troppi rischi di brogli, ma questo non significa che si possa risolvere la situazione semplicemente eliminando la circoscrizione Estero” e la scelta dei saggi “mi fa pensare che ci sia una scarsa conoscenza” dell’argomento. Nella scorsa legislatura è stata presentata una proposta di legge proprio dal Partito democratico in cui si chiede l’inversione dell’opzione, che comporterebbe per gli italiani all’estero che vogliano votare per corrispondenza la necessità di farne esplicita richiesta. Quando si affronterà il tema della riforma elettorale, assicura Garavini, “torneremo a batterci per mantenere la circoscrizione Estero, ma anche per mettere in sicurezza il voto all’estero”. (Cle – 25 apr)