Aqua Italia (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie, federata ad Anima – Confindustria) presenta i dati della ricerca Cra 2012 – in collaborazione con l’istituto indipendente Cra Nielsen – relativa alla propensione al consumo di acqua del rubinetto in un campione compreso tra i 35 e i 64 anni. Del campione il 46,9% (35-44 anni), il 43,2% (45-54 anni) e il 48,9% (55-64) degli intervistati dichiara di bere l’acqua del rubinetto sempre o quasi mentre, rispettivamente il 21,5%, il 20,7% e il 17,9% la beve occasionalmente e l’8,1%, l’8,5% e il 5,1% la beve raramente. Il principale motivo per cui si preferisce l’acqua a km zero è il minor costo che si attesta al 27,6% dai 35 ai 44 anni e al 26,6% tra i 45 e i 54 anni mentre è il gusto la motivazione principale in età compresa tra i 55 e i 64 anni. In particolare poi, il 32,3% (35-44 anni), il 20,5% (45-54 anni) e il 17% (55-64 anni) degli intervistati dichiara di avere almeno un dispositivo di trattamento dell’acqua nella propria abitazione. La tipologia più gettonata è la caraffa filtrante, scelta rispettivamente dall’19%, 11,4% e dall’8,3% degli intervistati seguita dai sistemi ad osmosi inversa che conquistano rispettivamente il 6,3% e il 3,8% delle preferenze delle prime due fasce di età mentre i 55-64enni mettono al secondo posto gli apparecchi con sistemi di refrigerazione o gasatura. Nel dettaglio, il 58,3% (45-54 anni), il 47,7% (45-54 anni) e il 67,9% (55-64 anni) di chi possiede un sistema di affinaggio dell’acqua ha sottoscritto un abbonamento di manutenzione periodica. Infine, si è indagato sul fenomeno dei chioschi dell’acqua che oggi erogano in moltissimi comuni, a seconda della tipologia, acqua refrigerata, gasata o filtrata. Usa o userebbe il servizio (qualora lo proponesse il comune di riferimento) rispettivamente il 55,2%, il 54,9% e il 42,9% degli intervistati mentre tra i residenti in comuni che non hanno proposto il servizio, il 10,3% (35-44 anni), il 13,7% (45-54 anni) e il 16,5% (55-64 anni) degli intervistati in caso di attivazione non aderirebbe ugualmente. (red – 20 mag)