Roma, 26 giu – “La legge sul Cgie necessita di una riforma alla luce della presenza in
Parlamento degli eletti all’estero, su questo siamo sempre stati chiari. Tuttavia
pensare una riforma del Cgie non nell’ambito delle riforme costituzionali per il quale
il governo stesso si è dato 18 mesi di tempo sembra paradossale. Se la riforma andasse
verso l’abolizione della rappresentanza degli eletti in Parlamento, come nelle linee
delineate dai saggi, il Cgie dovrebbe essere più forti. Se invece si andasse verso un
aumento della rappresentanza, come in Francia, allora il Consiglio potrebbe anche non
avere più senso o avere magari una funzione di monitoraggio”. Lo ha detto il segretario
generale del Cgie, Elio Carozza, nella sua relazione di apertura dell’Assemblea
Plenaria al ministero degli Esteri. “non siamo difensori a prescindere della
Circoscrizione estero, ma l’effettività della rappresentanza è stata la battaglia madre
per cinquant’anni. Chi vuole mettervi mano deve innanzitutto come intende tutelare
quella che è una espressione effettiva di cittadinanza”.
(Sis)