Ci sono ancora molti punti interrogativi sul nuovo Egitto, al secondo cambio radicale di assetto istituzionale in meno di due anni. L’era di Morsi e dei Fratelli Musulmani sembra già archiviata, ora inizia il governo di Adli Mansour, il capo della Corte suprema costituzionale che oggi ha giurato come nuovo presidente ad interim. Presto sarà nominato anche il premier transitorio, con ogni probabilità l’ex numero uno dell’Aiea Mohamed El Baradei, neo-leader dell’opposizione unificata. Nel suo discorso, il giudice ha elogiato le forze armate, che sono state la “coscienza della nazione”, e ha lodato i manifestanti, che “hanno unito il popolo”. Nei confronti del fronte islamista andato al potere in seguito alla “primavera” che aveva fatto cadere Mubarak, invece, si registrano i primi tentativi di distensione. Almeno a parole, perché nei fatti la resa dei conti è tuttora in corso. Durante il suo giuramento, Mansour ha riconosciuto che i Fratelli musulmani sono “parte della nazione, una nazione che dobbiamo costruire tutti insieme”. Il presidente ad interim ha sottolineato come “nessuno sarà escluso” dal nuovo Egitto e che, se il movimento di cui faceva parte Morsi accetterà di collaborare, “sarà il benvenuto”. (Asc – 4 lug)