“La cosa più importante da fare è darsi delle priorità e secondariamente cercare di convincere gli altri che siamo capaci di costruire un buon futuro”. Queste le parole del ministro degli Affari esteri Emma Bonino, intervenuta questa mattina al XII Forum del Comitato Leonardo, appuntamento annuale dedicato al confronto tra rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e mondo del credito sullo stato attuale del Made in Italy. Bonino ha parlato di internazionalizzazione, dicendo che non vanno internazionalizzate solo le imprese ma anche l’ università, la ricerca e soprattutto va internazionalizzato il sistema paese a partire dalla testa. “Internazionalizzarsi non è solo andare all’ estero e vendere il proprio prodotto ma è capire dove viene messo in piedi e adattarsi al posto in cui viene messo in piedi” ha detto il ministro. Intervenuto ai lavori anche il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che ha ribadito l’ importanza di guidare gli acquirenti esteri nel nostro paese: “Bisogna accompagnare gli imprenditori stranieri e fare un lavoro di traduzione”, ha detto il ministro. Il Comitato Leonardo è nato nel 1993 su iniziativa comune di Sergio Pininfarina e di Gianni Agnelli, di Confindustria, dell’ Ice e di un gruppo di imprenditori con l’ obiettivo di promuovere ed affermare la qualità italiana nel mondo. Il presidente del Comitato Leonardo, Luisa Todini, ha ricordato i venti anni di attività e ha reso noto con soddisfazione che il fatturato manifatturiero complessivo è di 74 miliardi. “Andare all’ estero è una necessità – ha detto Todini – ma cerchiamo di non metterci i bastoni tra le ruote”. “La situazione attuale è di inquietudine e imprevedibilità per cui bisogna definire una linea e non lasciarsi influenzare” ha detto Diana Bracco, vicepresidente di Confindustria. “Abbiamo bisogno di una politica per la crescita e per gli investimenti – ha aggiunto -, gli altri paesi europei più solidi stanno facendo delle riforme in nome dell’ innovazione e dobbiamo farlo anche noi, puntando sull’ unicità dei prodotti che abbiamo”. Durante l’ incontro è stata presentata la ricerca realizzata, su commissione del Comitato Leonardo, dall’ Ufficio pianificazione strategica, studi e rete estera dell’ Agenzia Ice in collaborazione con Prometeia, dedicata al tema “Oltre i Brics, nuovi mercati per il made in Italy” che ha analizzato le opportunità di internazionalizzazione per le imprese italiane. In tutto i mercati emergenti identificati nella ricerca sono 25, molto eterogenei e diversi tra loro, che presentano però significative opportunità. In molti di questi paesi le aziende italiane sono assenti o poco conosciute. A questo proposito, Riccardo Monti, presidente dell’ Ice, ha detto: “Abbiamo un buon meccanismo di cooperazione all’ estero e un ottimo rapporto con le ambasciate, adesso occorre solo fare una moderna promotion: fare progetti intelligenti e ragionati, canalizzare i fondi delle regioni, creare un programma più ricco e sfruttare gli accordi del libero scambio”. Presenti al forum anche il presidente dell’ Eni Giuseppe Rocchi, l’ amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Enrico Tommaso Cucchiani e il senatore Massimo Mucchetti, presidente della Commissione industria. “I paesi di oggi devono competere per attrarre non più su vecchi cliché ma per le tecnologie, per le risorse naturali e per i sistemi di produzione”, ha detto Rocchi. (Gim – 4 lug)