(1 ago) Presto a San Paolo, gli occhi di imprenditori, manager, istituzioni e imprese saranno puntati sul talento, la creatività, l’inventiva e l’ingegno italiano. Il Brasile, infatti, si prepara ad accogliere il “Festival dell’Economia Creativa” e l’Italia è pronta, per l’occasione, a mettere in mostra le sue eccellenze e ad affascinare un mercato tanto moderno quanto multiculturale, una nuova generazione di consumatori, più consapevoli e informati. Cuore economico del Sudamerica – con un Pil che lo pone all’ottavo posto fra le potenze economiche mondiali e con un tasso di crescita che lo porterà fra i primi cinque posti nel giro di 10 anni – il Brasile rappresenta oggi per il made in Italy un’opportunità da non perdere, sebbene sia un mercato difficile, dove vi è una competizione agguerrita da parte di produttori locali in molte delle industrie in cui il nostro paese eccelle: moda, arredamento, alimentare. Senza dimenticare un livello di protezione alle importazioni certamente molto alto. Da queste considerazioni nasce il Festival dell’Economia Creativa – Italia S/A, un evento che, dal 5 al 7 novembre a San Paolo, racconterà le esperienze delle aziende creative italiane che hanno saputo trasformare la loro cultura in innovazione e prodotto. Tre giorni di eventi, mostre, esposizioni e meeting, per mettere in dialogo importanti protagonisti dell’eccellenza creativa e industriale italiana e un selezionato pubblico brasiliano. Il progetto è curato da Diomedea, società di ricerca e comunicazione che lavora con istituzioni e aziende europee e brasiliane nel mondo della moda e del design e promosso da Brazil A/A, società che ormai da quattro anni realizza, durante la design week milanese, un evento-mostra sulla cultura e le tendenze del design brasiliano. “L’Italia, la sua cultura, il suo design – afferma Enrico Cietta, senior partner di Diomedea – ha da sempre un enorme appeal sui Brasiliani, anche in relazione al fatto che in questi elementi ritrovano principi comuni alla loro cultura di origine europea. Eppure, oggi, il design italiano e più in generale il made-in-Italy, è sempre meno percepito come avanguardia; è associato all’eleganza, ma non all’innovazione. Siamo convinti di essere ancora in tempo a invertire questa percezione attraverso il racconto di imprese non solo creative ma che hanno anche saputo essere innovative nella creatività. Vogliamo raccontare il sistema dei territori italiani e di quelle imprese che rappresentano i campioni nascosti del saper fare italiano”. (Gil)