(9 ago) Stefano Bolognini, già presidente della Società psicoanalitica italiana, è stato eletto presidente della Società psicoanalitica internazionale fondata a Norimberga nel marzo del 1910 da Sigmund Freud. Il suo mandato, che durerà fino al 2017, ha preso il via inizialmente al Congresso della Società che si è tenuto a Praga. “Questo mio nuovo incarico – afferma Bolognini – conferma il grande riconoscimento a livello internazionale verso la comunità analitica italiana. Anche nell’ambito dell’ortodossia freudiana gli psicoanalisti italiani hanno dimostrato un contributo di creatività e innovazione non comuni”. Bolognini crede fortemente nel valore del trattamento psicoanalitico come risposta al disagio e alla sofferenza e come invito al pensiero, ancora più necessario in una società come quella contemporanea dominata da una cultura bidimensionale che appiattisce e mortifica l’autenticità soggettiva. Per il suo nuovo mandato internazionale il neopresidente propone: apertura, confronto, promozione della ricerca (empirica, concettuale, clinica), circolazione di differenti prospettive teorico-cliniche, facilitazione di scambi e contatti sfruttando anche la possibilità della rete, e tutto questo con l’obiettivo di favorire e rafforzare il senso di appartenenza a una comunità in cui riconoscersi con piacere e orgoglio. Medico e psichiatra, Stefano Bolognini è stato presidente della Spi, la Societa psicoanalitica italiana, dal 2009 fino al 2013 e membro del comitato editoriale dell’International Journal of Psychoanalysis fino al 2012.
(Caf)