Fisicamente appesantiti, psicologicamente non ancora pronti, in apprensione per il senso di responsabilità e i carichi di lavoro incombenti. Per 7 italiani su 10 il ritorno in città è all’insegna dell’ansia e della preoccupazione e le vacanze di colpo sono già un lontano ricordo. Per il 24% di loro, infatti, sono state troppo corte e appena 2 su 10 rientrano con uno stato d’animo sereno e disteso. Già durante gli ultimi sgoccioli circa 6 italiani su 10 evitano di pensare alla solita routine che li aspetta, quella casa-lavoro lavoro-casa mentre gli altri pensieri da scacciare sono le ansie del posto di lavoro (47%), il ritorno alla vita da pendolare (32%) e la sveglia al mattino (21%). E’ quanto emerge da uno studio promosso dall’Osservatorio Sanpellegrino, condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analisys) raccogliendo le opinioni di circa 1000 italiani, uomini e donne, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum e community digitali per raccogliere ansie e paure sul ritorno in città e su circa 60 esperti tra psicologi, sociologi e nutrizionisti, che spiegano come approcciare il post-vacanze. Circa un italiano su 3 (31%) per vari motivi ha dovuto rinunciare alle classiche vacanze estive ma per il 24% degli italiani queste sono state troppo corte e sono volate via subito, complice anche il bisogno di staccare dopo un anno intenso. Il 16% dichiara di essersela spassata mentre il 17% afferma di essersi rilassato abbastanza. Tuttavia l’approccio al ritorno in città avviene per 7 italiani su 10 all’insegna dell’ansia (43%) e preoccupazione (33%), il 27% risulta addirittura depresso e solo il 21% si dichiara tutto sommato sereno. Ben 6 italiani su 10 (59%) durante gli ultimi scampoli di vacanze dichiarano di non volere pensare alla routine che li aspetta, quella casa-lavoro lavoro-casa. E se il 47% evita di pensare alle ansie sul posto di lavoro, il 32% rifugge dall’idea di dover tornare alla vita da pendolare, di pensare che inizia un altro anno (22%) e di dover fare i conti nuovamente con la sveglia (21%). Così tra i primi “disturbi” accusati al rientro, un italiano su 3 (31%) si scopre non ancora pronto psicologicamente e il 18% avverte quella svogliatezza e poca concentrazione tipica di chi si lascia alle spalle un periodo di pausa lavorativa e privo di impegni. le preoccupazioni maggiori sono l’idea di tornare a chiudersi in un luogo fisico per lavorare (29%), le incomprensioni con colleghi e datori di lavoro (23%), l’ansia da risultati (18%) e lo stress degli spostamenti (15%). Per quanto riguarda il cambio dello stile di vita, il ritorno in città preoccupa perché riproporrà la cronica insoddisfazione verso quello che si fa (24%), gli sbalzi di umore che rendono irritabili e nervosi (23%), il poco tempo a disposizione per vedere figli, genitori e partner (21%). Nonostante questo ben un quarto degli italiani (24%) afferma che non si prepara in alcun modo perché solo pensarci fa aumentare l’ansia mentre il 22% spiega che si predispone riprendendo gradualmente le abitudini quotidiane. Per gli esperti un buon recupero può iniziare dall’aspetto nutrizionale. (Red – 28 ago)