Roma, 29 ago – “Le misure varate ieri dal governo sui temi del lavoro e della casa costituiscono un primo passo significativo, seppur parziale, nella giusta direzione per affrontare la drammatica emergenza economica e sociale del Paese”. Lo afferma Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli. “Il decreto – prosegue Bottalico – sancisce l’attenzione dell’esecutivo su cassa integrazione in deroga ed esodati, anche se le risorse messe in campo appaiono ancora non adeguate all’ampiezza di questi problemi. Viene lanciato un piano casa in favore delle categorie più disagiate con l’importante coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti, aprendo così la strada a ulteriori possibilità di intervento per sopperire alla stretta creditizia delle banche. Il merito maggiore della decisione relativa all’Imu è stata quella di aver posto la parola fine ad una incertezza che durava da troppo tempo e che aveva generato insicurezza penalizzando la già scarsissima propensione ai consumi delle famiglie. L’Imu, come l’araba fenice, rinascerà il prossimo anno sotto le sembianze della tassa di servizio, che andrà calibrata in modo equo e superando gli enormi deficit palesati in questi anni dalla fiscalità locale, ma intanto la sua abolizione per l’anno in corso, ben lungi dal costituire un argomento propagandistico di parte, contribuisce a ridare un po’ di fiducia ad un popolo che vanta in Europa la maggior percentuale di famiglie proprietarie dell’abitazione in cui vivono, e dimostra che se si vuole, è possibile abbassare la pressione fiscale anche e soprattutto su lavoro ed imprese, come uno dei presupposti per la ripresa. Perché, come ha ricordato questa mattina il cardinal Angelo Bagnasco, “senza lavoro non c’è futuro, così come senza una casa: e senza lavoro e casa non c’è famiglia”.“Ad un governo, come quello guidato da Enrico Letta, che si sta muovendo bene tanto sul piano interno che su quello internazionale (è merito anche dell’Italia se tra gli alleati stanno crescendo dubbi sull’attacco militare alla Siria) va concesso il tempo – conclude il presidente delle Acli – per attuare per intero il suo programma che comprende anche le riforme istituzionali ed il cambio della legge elettorale, e non ostacolato, cercando ogni volta di ricreare pretestuosamente quel clima di rissa continua che ha caratterizzato il passato, il ventennio inconcludente della seconda repubblica”.
(Red)