(4 set) “La Chiesa dice che la Terra è piatta, ma io so che è rotonda, perché ne ho visto l’ombra sulla Luna, ed ho più fiducia in un’ombra che nella Chiesa”. Ferdinando Magellano era un uomo coraggioso, fiero, di carattere. Aveva una ferma convinzione: l’Ovest e l’Est si incontravano perché la terra era rotonda, un globo che si poteva circumnavigare. Non fu facile guadagnarsi fiducia e credibilità ma deciso e determinato, il navigatore portoghese al servizio della Spagna raggiunse il suo scopo: fece il giro del mondo e al mondo diede nuovi confini. Magellano, infatti, fu il primo a partire dall’Europa verso Ovest diretto in Asia e il primo europeo a navigare nell’Oceano Pacifico. Quella che è passata alla storia come “la spedizione di Magellano” fu, infatti,la prima circumnavigazione del globo terrestre, intrapresa tra il 10 agosto 1519 e il 6 settembre 1522 da una flotta di 5 navi capitanate dall’esploratore. La storia del suo viaggio è arrivata fino ai giorni nostri grazie agli appunti del navigatore e geografo vicentino Antonio Pigafetta, (che vi prese parte con altri ventitré Italiani) che si adoperò per il resto della sua vita a mantenere viva la memoria di Magellano e della sua impresa. E oggi, a distanza di 494 anni, c’è qualcuno pronto a ripetere l’impresa e a far “rivivere” il grande esploratore: una spedizione dopo quasi mezzo millennio ripercorrerà, infatti, la prima circumnavigazione della Terra e rileverà in continuo salinità e temperatura dei mari del Pianeta . E’ questo, infatti, l’obiettivo di “Pigafetta 500” spedizione patrocinata dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Venezia (Ismar-Cnr), dalla Regione Veneto e dall’Unesco per l’International Year of Water 2013. La missione intende anche celebrare la prima circumnavigazione della storia e l’impresa di Magellano attraverso la figura del navigatore e scrittore vicentino Pigafetta che la documentò con “La relazione del primo viaggio intorno al mondo”. Sarà un’avventura unica, quella a bordo del veliero “Adriatica” dei Velisti per Caso, che si snoderà in 40 tappe, da settembre ad aprile 2015, dall’Europa alle Molucche e ritorno, toccando Sudamerica, Polinesia e Africa del Sud. A bordo, gli strumenti scientifici dell’Ismar-Cnr realizzeranno il primo rilevamento in continuo della salinità e temperatura dei mari del Pianeta con campionamento interattivo, deciso in remoto e visualizzabile on line. “Una sonda multi-parametrica consentirà la misura di temperatura e salinità superficiale del mare, collegata con la centralina meteo di ʻAdriaticaʼ che fornirà in contemporanea la posizione, la temperatura e l’umidità dell’aria, il vento e la velocità delle correnti marine”, spiega Andrea Bergamasco, ricercatore dell’Ismar-Cnr e referente scientifico della spedizione. “L’osservazione di queste caratteristiche oceanografiche principali permetterà di capire lo stato fisico attuale degli oceani, la loro evoluzione e le relative ripercussioni meteo-climatologiche, alla ricerca di elementi utili per capire dinamica e ragioni dei cambiamenti in corso”. “Il Giro del Mondo di Magellano-Pigafetta è il più bello che un velista possa immaginare”, hanno detto, invece, Patrizio Roversi e Syusy Blady. “Sono previste tappe emozionanti sul piano marinaresco e altre entusiasmanti sul piano turistico. L’idea è quella di intraprendere un viaggio collettivo, adatto a velisti per caso e non. Saremo circa 250, più o meno quanti i componenti dell’equipaggio di Magellano!”. Chissà come Magellano – con gli strumenti resi disponibili oggi dalla scienza e della tecnologia – si preparerebbe a questa missione. Dopo quasi mezzo millennio tutto è cambiato. Non è cambiata però, la passione per la scoperta e il desiderio di conoscenza che è propria dell’uomo. Non resta che augurare, allora, “buon viaggio” ai nuovi esploratori e ai navigatori di oggi. (Gil)