“L’Argentina è un Paese a cui mi sento profondamente legato. Gli argentini hanno una strana abitudine, che è quella di riunirsi dopo mezzanotte, e dopo mezza bottiglia di whisky, per discutere su cosa vuol dire essere argentini. E non riescono mai a chiarirlo bene se non in un senso, che sono profondamente europei. L’ Argentina è il Paese più europeo del continente americano”. Con queste parole Umberto Eco ha ricevuto il premio Medaglia d’ oro alla cultura italiana in Argentina, questa mattina a Roma alla Farnesina. Per il sottosegretario agli Affari esteri con delega all’ America Latina, Mario Giro, intervenuto alla cerimonia, Umberto Eco “ha saputo offrire alla cultura italiana all’ estero un contributo unico. In campo letterario è stato capace di proporre una narrazione originale che ci ha regalato una chiave di lettura illuminante sulla realtà”. Il premio è stato istituito nel 1999 dalla Società Italia Argentina “per – come ha ricordato il vicepresidente della società Giorgio De Lorenzi -, dare un riconoscimento a personalità che si sono contraddistinte nella diffusione della cultura italiana in Argentina”. Durante la cerimonia Eco ha sottolineato come “la parentela tra i nostri due paesi sia vivissima” e che sicuramente “la cultura italiana all’ estero gode di migliore fama della politica”. Lo scrittore ha poi ricordato il suo primo viaggio in Argentina, quando “mi sono fatto da Tucuman a Bahia Blanca, e la compagnia aerea perse la mia valigia che venne ritrovata a Comodoro, quindi posso dire che con l’ aiuto della mia valigia ho viaggiato quasi fino alla Terra del Fuoco”. Dopo la consegna del premio sono stati in tanti a voler stringere la mano allo scrittore, compreso il musicista Uto Ughi che ha ringraziato Eco “per il suo contributo”. Le ultime battute del suo discorso Eco le ha riservate al suo romanzo più famoso, dove “non a caso all’ inizio del ‘ Nome della rosa’ dopo mezza pagina c’è la citazione di una libreria”, che si trova proprio in Argentina, “dove io ritrovo un libro, inventato e misterioso. Questa è l’ Argentina per me, ecco perché sono così riconoscente in particolare agli amici argentini che, come ha detto un altro signore (il riferimento è a Papa Francesco, ndr), sono venuti dalla fine del mondo per festeggiarmi”. (27 set – Naf)