Baghdad – La Dgcs ha approvato un contributo di 500 mila euro a sostegno del progetto dell’Unicef denominato ”Responding to the emergency Wash needs of Syrian refugees in Kurdistan, Northern Iraq”. Il piano di risposta si colloca all’interno della strategia più ampia delle Nazioni Unite elaborata per la crisi siriana denominata ”Revised Regional Refugee Response Plan”, volta a fornire assistenza umanitaria nei Paesi limitrofi: Libano, Giordania, Turchia, Egitto ed Iraq. Il contributo italiano, in particolare, verrà utilizzato per fornire acqua potabile, servizi igienici e protezione a circa 27 mila rifugiati siriani ospitati nel Governatorato di Erbil nei tre campi temporanei delle Nazioni Unite situati a Qushtapa, Kawrgosk e Basirma, assicurando una riserva d’acqua di circa 20 litri giornalieri a persona (540 mila litri al giorno) per una durata di sei mesi. Inoltre, parte delle attività del progetto comprenderanno anche la trivellazione di pozzi e l’installazione di pompe e tubature per i sistemi di fornitura dell’acqua nei tre siti. La riapertura del confine siriano-iracheno il 15 agosto 2013 ha determinato un massiccio afflusso di circa 48 mila nuovi profughi siriani nel Kurdistan iracheno (governatorato di Dohuk), dei quali il 39% sono minori ed il 15% ha meno di quattro anni di età. Unicef, in qualità di leader nella risposta umanitaria anche nel settore dell’acqua e dell’igiene, ha intensificato le proprie attività nel Kurdistan iracheno per assicurare ai nuovi rifugiati protezione, con particolare attenzione ai minori, nonché l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici. (9colonne)