(21 ott) Pechino, Shanghai, Guangzhou, Shenzhen e Hong Kong. Sono le cinque tappe del tour di Francesco Baccini che vola alla conquista della Cina portando con sé un bagaglio di parole e note che vanno da “Le donne di Modena” fino agli omaggi a Lugi Tenco. Cantautore della scuola genovese tra i più eclettici del panorama musicale italiano, Francesco Baccini ha tenuto ieri a Pechino un conferenza stampa per presentare il suo tour che gode della collaborazione degli istituti italiani di cultura, del consolato di Canton e dell’Università di Shenzen e che porterà la canzone d’autore italiana in Cina. Nella capitale cinese a presentare Baccini a pubblico e stampa è stata la rockstar del Sol Levante, Cui Jian, il “padre” del rock cinese. Il primo concerto, invece, è in programma mercoledì 23 ottobre all’Istituto di cultura italiana “San Li Tun”, sempre a Pechino. Molti saranno gli studenti di lingua italiana che, per l’occasione, sono stati chiamati a partecipare ad un contest che li vedrà “sfidarsi” sulla migliore traduzione dei brani presentati. Un incontro, quello fra la musica cinese e quella di Baccini, che ha già visto una prima e straordinaria tappa in Italia e precisamente a Sanremo, quando il cantautore genovese ha prima premiato con il prestigioso “Premio Tenco” – attribuito dal Club Tenco – Cui Jian e poi duettato con lui in una inedita versione italo-cinese del brano scritto da quest’ultimo e diventato, nel 1989, l’inno degli studenti in rivolta di Piazza Tienanmen. La canzone “Nothing to my name” è stata adattata in italiano dallo stesso Baccini e sarà inserita nel nuovo album dell’artista “Nomi e Cognomi 2” (attualmente in lavorazione) con il titolo “Anonimo studente cinese”, dicitura con cui proprio in Cina ricordano quel ragazzo – diventato poi un simbolo – che sfidava da solo un carro armato. (Gil)