Studi preclinici condotti da ricercatori dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia sembrano aprire speranze nel trattamento della malattia di Alzheimer. Dalle risultanze delle ricerche fatte dal gruppo modenese, coordinato dal prof. Salvatore Guarini, docente di Farmacologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, l’idrogeno solforato e le melanocortine sono in grado di rallentare la progressione della malattia di Alzheimer. La malattia di Alzheimer è la più comune causa di demenza e, senza un trattamento efficace, una delle maggiori cause di disabilità e mortalità. Generalmente la malattia di Alzheimer è diagnosticata dopo i 65 anni, mentre la forma di malattia di Alzheimer meno prevalente, detta Alzheimer familiare o genetico, può manifestarsi molto prima. Nelle sue ricerche, che hanno consentito di identificare i principali meccanismi molecolari di tali effetti neuroprotettivi, il prof. Salvatore Guarini è stato coadiuvato dalla dott.ssa Daniela Giuliani, dalla dott.ssa Alessandra Ottani, dalla dott.ssa Maria Galantucci, dalla dott.ssa Laura Neri, dal dott. Fabrizio Canalini e dalla dott.ssa Anita Calevro. In queste ricerche è stato fondamentale anche l’apporto del prof. Davide Zaffe, docente di Anatomia Umana presso lo stesso Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze. L’interesse della comunità scientifica internazionale per l’originalità dei risultati ed il rigore metodologico di questi studi sono testimoniati dal rilievo che ha dato loro la pubblicistica internazionale: Neurobiology of Learning and Memory e Neurobiology of Aging, alcune delle più prestigiose riviste di settore. (PO / red – 14 nov)