Shanghai – Prima una mostra a Torino, poi una a Shanghai. Un progetto ambizioso, fresco, giovane dove si mescolano arte, messaggi, linguaggi, tendenze di due città tanto lontane quanto affascinanti. Parliamo di “TO_SH Torino Shanghai. Dialoghi d’arte”: l’esposizione ospitata da Palazzo Saluzzo Paesana di Torino. La mostra collettiva – promossa dall’Istituto Garuzzo per le Arti Visive-Igav – che ha chiuso i battenti sabato con un evento ad hoc dove si è parlato di Italia e Cina, vedeva protagonisti trenta giovani artisti: quindici che operano a Torino e quindici che operano a Shanghai. Il progetto “TO_SH” ideato e realizzato dall’Igav in partnership con la East China Normal University di Shanghai – Facoltà di Design, è nato, infatti, dal desiderio di porre a confronto – per la prima volta in assoluto – due realtà dissimili ma assimilate da una storia culturale, politica e sociale millenaria e dalla presenza di forti tradizioni che, nonostante la diffusa globalizzazione, ancorano l’immaginario artistico che prende vita nelle rispettive aree metropolitane alle solide radici di una memoria forte e condivisa. L’esposizione torinese, direzione artistica di Guido Curto e a cura di Alessandro Demma per la parte italiana e di Wei Shaonong per la parte cinese, è stata una ricognizione della scena dell’arte di questi due centri effettuata da artisti under 35 che da anni operano sui palcoscenici dell’arte nella propria nazione e a livello internazionale. L’idea è quella di mostrare trenta differenti esperienze per linguaggi e tendenze – dalla scultura, alla pittura, al video, alla fotografia, all’installazione – che riflettono sul senso di fare arte oggi in queste due opposte realtà, che a loro volta non costituiscono sistemi chiusi ma, anzi, apertissimi e in rapido mutamento, caratteristici di un mondo che, non a caso, il sociologo polacco Zygmunt Bauman ha definito, con felice e fortunatissima formula, “liquido”. “TO_SH” intende aprire una riflessione su due “spazi critici” dell’arte del presente e analizzare l’esperienza delle nuove generazioni che, vivendo e operando in queste due realtà, interrogano la propria figura di artista a Shanghai e a Torino. Il progetto prevede una seconda mostra, in programma per il 2014, a Shanghai.