“Un confronto straordinario e diretto sulle reali condizioni dei rapporti tra Italia e le sue comunità nel mondo” quello che si è tenuto in questi giorni tra la rappresentanza degli italiani all’ estero e governo e Parlamento in un momento in cui vengono messi in “discussione i diritti di cittadinanza e futuro di rapporti su Italia e italiani nel mondo”. Questo in sintesi il messaggio del Comitato di Presidenza del Cgie che il segretario generale Elio Carozza ha letto questa mattina, aprendo i lavori dell’ assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’ estero alla Farnesina. E’ prevista, inoltre, per domani pomeriggio una valutazione complessiva della situazione per le politiche degli italiani all’ estero e sulle iniziative da intraprendere in merito, soprattutto per quanto riguarda l’ internazionalizzazione, la cittadinanza, il voto, la lingua e la cultura italiana. In particolare sulla questione delle elezioni per il rinnovo dei Comites, il Comitato di Presidenza è chiaro: “E’ inammissibile che la crisi diventi l’ occasione per la riduzione dei diritti di cittadinanza a danno degli italiani all’ estero”, in particolare “con il rinvio del rinnovo dei Comites”. Inoltre, “il voto per corrispondenza che, con tutti i suoi limiti ha consentito di votare, è stato già abolito per le rappresentanza di base e sostituito con il voto presso i seggi e il voto elettronico. Un nuovo sistema che – prosegue Carozza – determinerà necessariamente un calo della partecipazione” a causa del “numero ridotto seggi che si potrà allestire con le risorse previste”. “Siamo in un passaggio di fase: dopo tante conquiste si rischia di tornare indietro. Si rischia di tornare ad una pratica di cittadinanza per gli italiani all’ estero formalmente apparente ma sostanzialmente vuota”. “E’ grave e imbarazzante ” che solo ” per gli italiani all’ estero si osi dire che si può risparmiare” ha detto il segretario generale del Cgie dando il via ai lavori alla plenaria. Carozza ha inoltre parlato di riforme, risorse, assistenza e nuova emigrazione: “Mentre si intensificano i flussi di mobilità e di uscita dal paese i nostri cittadini all’ estero rischiano di non trovare un adeguato supporto nella delicatissima fase di insediamento nelle nuove comunità”. Un riferimento poi, al voto degli italiani all’ estero: “Perché – si è chiesto il segretario Carozza – il voto di un cittadino metropolitano deve valere tanto da incidere sugli equilibri politici che incidono sulla vita di tutti e un cittadino che vive per più di un anno all’ estero non può concorrere a questa situazione e quindi deve a priori rinunciare ad esprimere un voto che abbia lo stesso peso?”. La preoccupazione del segretario del Cgie è dunque “l’ assenza di saldatura tra le comunità all’ estero e lo Stato”. “Questo organismo – ha continuato Carozza nel suo intervento – rappresenta il sentimento reale che si coglie nelle comunità. E’ necessario un senso di responsabilità di fronte al pericolo che si rompa il senso di solidarietà tra l’ Italia e la sua diaspora. Ci auguriamo che anche attraverso di noi ci sia più Italia nel mondo”. “L’ Italia deve rinnovarsi e mettersi al passo con i tempi senza dimenticare i diritti essenziali dei suoi cittadini” ha quindi sottolineato Carozza. (27 nov – Cle/Gil)