Istanbul, 17 dic – “Io conosco i volti, perché quando attraverso la tela che i miei stessi occhi tessono vedo la realtà che è al di sotto”. Roberta Coni fa sua citandola la frase di Khalil Gibran per la mostra che presenta alla Doruk Sanat Galerisi di Istanbul da oggi al 28 dicembre. La 37enne artista romana, che ha ricevuto riconoscimenti in Inghilterra, Turchia e Cina, esplora la figura umana mescolando la tecnica classica della pittura ad olio ad impasti corposi fatti di bitume, cera fusa e colla. Dal 2009 la sua ricerca è orientata verso dipinti di grandi dimensioni in cui il volto emerge spesso dall’ombra in un’interpretazione in cui l’anima contemplativa è volta alla continua introspezione. Figure femminili dalla struggente espressività, volti in primo piano dove, con particolare attenzione, quasi lenticolare, il pennello si è soffermato sulla pelle e sugli occhi, ai particolari e alle pulsazioni segrete delle superficie pittorica. I volti spesso violati dal tempo che scorre senza sosta sulla pelle, formandola e deformandola negli anni, mettono a nudo persino l’anima. L’artista integra il linguaggio pittorico a filmati video che fanno da compendio all’opera stessa.
(PO / red)