(26 dic) L’export cuneese resiste ai venti contrari della crisi: nel periodo gennaio-settembre 2013 il valore delle esportazioni di merci ha raggiunto quota 4,7 miliardi di euro, confermando Cuneo seconda provincia esportatrice del Piemonte, generando il 15,5% del valore delle vendite regionali all’estero, dopo Torino, che detiene una quota pari al 47,8%. Le esportazioni nella provincia di Cuneo registrano nei primi nove mesi dell’anno risultati positivi nell’agroalimentare e nella meccanica, pur in presenza di un calo complessivo dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, più intenso rispetto a quello registrato a livello complessivo nazionale (-0,3%), e in controtendenza rispetto al dato medio regionale, che risulta, invece, in aumento (+2,9%). Risultati, però, che lasciano soddisfatto Ferruccio Dardanello, presidente della Camera di commercio di Cuneo: “La tenuta dell’export nei comparti di specializzazione, quali l’alimentare e la meccanica, ha consentito al nostro tessuto produttivo di controbilanciare l’effetto della debole domanda interna grazie al costante apprezzamento dei nostri prodotti di qualità all’estero. Siamo consapevoli – aggiunge – che l’apertura internazionale rappresenti oggi più che mai la strategia vincente per risollevare l’economia della nostra provincia e in questa direzione orientiamo le programmazioni del sistema camerale”. Il lieve calo delle esportazioni non ha coinvolto il comparto dei prodotti alimentari e delle bevande che, forte di una quota pari al 30,2% delle esportazioni provinciali, ha registrato un incremento delle relative vendite pari al 5%. Il settore della meccanica, che genera il 16,5% delle vendite all’estero, registra l’incremento più marcato (+7,0%); anche i prodotti in legno e della carta e i prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca, che generano rispettivamente il 4,9% e il 4,4% delle esportazioni cuneesi, hanno realizzato incrementi delle rispettive esportazioni (rispettivamente +3,1% e +3,9%). La flessione risulta più intensa, invece, per le vendite all’estero dei mezzi di trasporto (-14,8%) e per i prodotti delle altre attività manifatturiere (-10,1%). Per quanto concerne i mercati di sbocco, il bacino dell’Ue-28 ha attratto il 69,3% delle esportazioni provinciali, contro il 30,7% dei mercati situati al di fuori dell’area comunitaria. Il calo complessivo delle vendite cuneesi all’estero è frutto delle dinamiche risultanti dalle esportazioni dirette ai mercati dell’Ue-28 che diminuiscono per il -2,8% (rispetto ai primi 9 mesi del 2012) ed extra Ue-28 che hanno, invece, rilevato un incremento del +4,5%. (Red)