ALLA GALLERIA BORGHESE LA RISCOPERTA DI ANTONIAZZO ROMANO
Sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Roma presenta la prima mostra monografica dedicata al pittore rinascimentale Antoniazzo Romano, fino al 2 febbraio alla Galleria Nazionale d’arte antica di Palazzo Barberini, a Roma. Antonio Aquili detto Antoniazzo Romano (Roma 1435/40 – 1508), figura centrale del Rinascimento, fu attivo per quasi mezzo secolo fino al primo decennio del Cinquecento a Roma e nel territorio laziale. Il pittore era contemporaneo di Benozzo Gozzoli, di Piero della Francesca e di Domenico Ghirlandaio, sui quali si formò, e di Melozzo da Forlì, Piermatteo d’Amelia e il Perugino con cui condivise importanti commissioni. La ricca produzione di pale d’altare, cicli decorativi e quadri di devozione, era destinata a un pubblico composto in prevalenza di alti prelati della curia romana, comunità religiose ed esponenti dei ceti nobiliari. Opere di grande suggestione e di qualità altissima, i suoi dipinti uniscono le novità rinascimentali agli splendori dell’arte medievale, nella profusione degli ori e nella bellezza sacrale dei suoi personaggi, specie le sue straordinarie Madonne dalle sembianze modernamente affini alle tipologie femminili di quel periodo. Circa cinquanta le opere esposte – polittici, grandi pale, piccoli dipinti devozionali, tavole fondo oro, e un ciclo di affreschi staccati, insieme a opere di confronto e testimonianze documentarie – che offrono al pubblico un viaggio nel Rinascimento “quotidiano” di Antoniazzo e della sua nutrita bottega. Per l’occasione, nell’ambito della sua attività istituzionale di tutela, la Soprintendenza ha curato la campagna di restauri delle principali opere di Antoniazzo esposte. (red)
L’INSTALLAZIONE DI CIOCCOLATO DI DIETER ROTH
Fino al 9 febbraio HangarBicocca, a Milano, presenta la mostra Islands che propone per la prima volta in Italia oltre 50 opere di Dieter Roth (Hannover, 1930-Basilea, 1998), figura di riferimento della scena internazionale degli ultimi cinquant’anni, realizzata in collaborazione con il figlio Bjorn. Il percorso espositivo, reso unico dalla presenza di imponenti installazioni in dialogo con lo spazio ex industriale di HangarBicocca, guida il pubblico attraverso “isole tematiche” nell’universo creativo multidisciplinare e geniale dell’artista che con il suo lavoro ha radicalmente rivoluzionato il modo di fare e guardare l’arte. Le due opere Selbstturm (1994-2013) e Coquille Gnomes (1994-2013) sono state realizzate direttamente nello spazio espositivo da Bjorn Roth e dai suoi collaboratori, sciogliendo e forgiando una fornitura di oltre 4.000 kg cioccolato fondente extra Novi di alta qualità. Ricercatore insaziabile in diversi campi della creatività e del sapere (era grafico, poeta, esperto di musica e designer), Dieter Roth ha esplorato tutte le tecniche e le tipologie dell’arte realizzando opere totali in cui si incontrano pittura, scultura, editoria, fotografia e video. Affascinato dai meccanismi di trasformazione, Roth ha utilizzato nei suoi lavori la più ampia varietà di materiali e oggetti, come utensili, elementi d’arredo, monitor, cibo in un processo di continua mutabilità del lavoro. Artista nomade vissuto fra Svizzera, Islanda e Stati Uniti, Dieter Roth ha raggiunto la fama grazie ai suoi libri, alle stampe e alle opere create con oggetti trovati e materiali organici. (red)
A NEW YORK OPERA ITALIANA SU DISASTRO NAVE “SLOCUM”
La galleria Monitor di New York apre sotto il segno dell’Italia la sua serie di mostra personali dal titolo “Slide Show”. Presenta infatti, fino al 26 gennaio, due dipinti della fine degli anni Sessanta di Claudio Verna, 77enne artista abruzzese considerato uno dei più brillanti esponenti (insieme a Claudio Olivieri, Giorgio Griffa e Claudio Battaglia ), della Pittura Analitica ed una scultura in bronzo rappresentante delle pagine di diario di Francesco Arena , 37enne artista brindisino, che rievoca la memoria del peggiore disastro in termini di perdita di vite umane accaduto a New York prima degli attentati dell’11 settembre 2001: l’incendio, il 15 giugno 1904, nelle acque dell’East River, della nave a vapore General Slocum nel quale morirono 1.021 membri di una chiesa luterana evangelica in gita, tedeschi-americani che vivevano a Little Germany, a Manhattan. (red)
A MILANO IL “BISTROT” DI DANIEL SPOERRI
Daniel Spoerri ritorna a Milano con un articolato progetto che per un mese vede trasformata la Fondazione Mudima nel “Bistrot di Santa Marta”, un vero e proprio bistrot dove, fino al 9 febbraio, viene allestita una mostra con un ciclo di opere realizzate appositamente per questa occasione e dove verranno organizzate alcune cene a tema sotto la supervisione dello stesso 84enne artista. Già nel novembre 1970 Spoerri organizzò a Milano “L’Ultima Cena”, in occasione del decimo anniversario del Nouveau Réalisme, con cibi ispirati alle opere dei Nouveaux Réalistes e una grande tiara papale di pan di zucchero in onore di Pierre Restany, critico e mente teorica del gruppo, mentre è di quattro anni successivi il secondo “ristorante” aperto da Spoerri in città, quando tra il maggio e giugno 1975, trasformò la Galleria Multhipla nel Restaurant Spoerri, realizzandovi 12 cene astro-gastronomiche dedicate a ciascun segno zodiacale. Il “Bistrot di Santa Marta”, ideato alla Fondazione Mudima, è dedicato alla santa patrona delle casalinghe, delle cuoche, delle domestiche, degli osti, degli albergatori e dei ristoratori. Il progetto si inserisce quindi in questa tipologia di lavoro che vede l’artista creare spazi-ristorante attivi a tutti gli effetti, secondo una procedura tesa non semplicemente a fissare gli oggetti sul quadro, come è avvenuto nei suoi famosi quadri-trappola (tableaux-piège) o nei lavori che “catturano” intere raccolte di oggetti suddivisi per tipologie, per forme, per funzioni o per le leggi del caso, ma che si distingue anche per la sua caratteristica di inglobare e trattenere una situazione quotidiana, un momento di vita legato a un luogo e un tempo particolare, sfruttando la ritualità collettiva della consumazione di un pasto. In mostra 21 tavole che presentano assemblaggi di utensili di cucina, tutti oggetti ritrovati da Daniel Spoerri nei mercatini delle pulci di tutta Europa e conservati e fissati in una raccolta ideale. Una sorta di ricostruzione archeologica del nostro tempo, rivissuta attraverso una pratica millenaria e archetipa come la preparazione e la consumazione del cibo. (red)
I “SUONI” DELLA BATTAGLIA DI LIPSIA
Nel bicentenario della battaglia di Lipsia (16-19 ottobre 1813) il Museo Napoleonico di Roma presenta, fino al 16 febbraio, la mostra “Suoni di una battaglia” incentrata su un importante pianoforte risalente al secondo decennio del 19.mo secolo appartenente al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma. Lo strumento, opera del fabbricante viennese Joachim Ehlers, presenta sul coperchio una rappresentazione della battaglia tratta da un acquerello del pittore tedesco Johann Adam Klein. L’opera di Klein è nota anche per una serie di versioni incise, una delle quali, opera di Antonio Verico, è presentata in mostra a diretto confronto con la versione dipinta sul pianoforte. A completamento della mostra sono esposte opere grafiche raffiguranti i diversi momenti della battaglia, alcune delle quali appartenenti a collezionisti privati. (red)
A TAIPEI OMAGGIO ALLA GIOCONDA
Organizzato in occasione del primo centenario del recupero della Monna Lisa dopo il suo clamoroso furto avvenuto nel 1911 al Louvre di Parigi, la mostra “Leonardo-Monna Lisa”, fino al 10 febbraio al National Palace Museum di Taipei, indaga i misteri del dipinto più famoso del mondo e da esso intraprende un viaggio lungo cinque secoli attraverso le interpretazioni che schiere di artisti hanno dato delle leggendarie fattezze della Gioconda. Pregio della mostra è anche quello di presentare una grande riflessione sull’ideale di bellezza ricercato da Leonardo e che la Gioconda incarna, dal concettuale al fisico, dalla tecnica allo stile, dalle proporzioni umane allo studio della matematica, della fisiognomica alla psicologia: uno sforzo intellettuale e creativo volto ad esprimere, in ultima istanza, i “movimenti dell’anima”. (red)