(10 gen) L’Università di Venezia si fa sempre più internazionale e ora è pronta a importare e esportare scienziati. E’ stato, infatti, assegnato nei giorni scorsi il primo dottorato congiunto tra l’Università Ca’ Foscari e la University of Sydney. La chimica Marina Gottardo – neo-dottoressa di ricerca – si è ritrovata a discutere i risultati del suo progetto di fronte a una commissione internazionale con professori esterni in teleconferenza dall’Australia e dall’Olanda. Tema dello studio è stata la produzione innovativa di composti chimici ecocompatibili a partire dalla biomassa vegetale. La ricerca ha portato già a tre pubblicazioni su prestigiose riviste scientifiche. “Ho scelto di fare il dottorato proprio perché congiunto e internazionale – ha spiegato Gottardo – ho potuto conoscere e confrontare metodi diversi di lavorare in laboratorio ed entrare in contatto con due gruppi di ricerca di alto livello”. A Ca’ Foscari è stata seguita dal professor Maurizio Selva del dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi, mentre a Sydney ha collaborato con il professor Thomas Maschmeyer, direttore del laboratorio in Catalisi avanzata per la sostenibilità. Il dottorato è stato finanziato con borse ministeriali italiane e del governo australiano. “Grazie a questo programma e alla fiducia reciproca tra le due università, riusciamo anche a ‘importare’ giovani ricercatori rendendo i laboratori di Venezia sempre più internazionali” è il commento che arriva da Alvise Perosa, docente di Chimica organica al dipartimento di Scienze molecolari e nanosistemi di Ca’ Foscari, ideatore dell’accordo per il dottorato congiunto tra Ca’ Foscari e Sydney. E ora la ricerca, il progetto e soprattutto i giovani studiosi guardano avanti. Il dottorato in Scienze chimiche dell’ateneo veneziano si prepara, infatti, a “sfornare” altri diplomi con il doppio “logo” italo-australiano. Attualmente sono quattro gli studenti di dottorato che puntano al joint degree, di cui due provenienti dall’Australia. (PO/Gil)