Il primo cittadino di Pavia Alessandro Cattaneo è il più amato tra i sindaci italiani, così come il governatore della Toscana Enrico Rossi lo è tra i presidenti di Regione. Sono loro ad occupare il gradino più alto della speciale classifica stilata in base al sondaggio Governance Poll 2013 condotto dalla società Ipr Marketing, dal quale emerge però un generale calo di fiducia degli italiani verso gli amministratori degli enti locali. Come ha spiegato il direttore di Ipr Marketing Antonio Noto, “ben due sindaci su tre hanno fatto registrare una flessione del gradimento e, tranne rare eccezioni, per i pochi primi cittadini che vedono crescere le proprie performance si tratta di incrementi contenuti nell’ordine di qualche punto percentuale. Se in totale il 65% dei sindaci perde consenso, questa percentuale aumenta addirittura al 76% tra i presidenti di Regione, segno dunque che la sfiducia è generalizzata e probabilmente non è legata alle appartenenze politiche dell’amministratore, piuttosto ad un diffuso senso di diffidenza nei confronti del sistema, più che della persona”. Oltre a una generale sfiducia nei confronti della politica, sindaci e governatori, secondo Noto, scontano anche “l’eccesso di aspettative” che hanno suscitato per la loro elezione mentre la mancanza di risorse “ha fatto sì che le promesse fatte in campagna elettorale non si traducessero in reali azioni sul territorio a vantaggio dei cittadini”. Dopo Cattaneo (68%), che guadagna 11 punti rispetto al 2012, il secondo nella classifica dei sindaci è il primo cittadino di Bari Michele Emiliano con 66% dei consensi, mentre il terzo è il sindaco di Salerno (nonché viceministro senza deleghe ai Trasporti) Vincenzo De Luca con il 65%. E il sindaco di Firenze, neo segretario Pd e prossimo candidato a premier Matteo Renzi? In termini assoluti si posiziona al 26esimo posto con il 55% dei consensi dei suoi concittadini, rispetto alla 62esima posizione dello scorso anno. In confronto col 2012 , infatti, guadagna un +3% (era al 52%) ma se si paragonano i numeri con quelli del giorno della sua elezione nel 2009 il calo in termini percentuali è del 4,5. Tra i sindaci delle grandi città regge bene Piero Fassino a Torino (58%) mentre il resto della pattuglia di centro sinistra non se la passa proprio benissimo: Ignazio Marino (56,5%) a Roma deve fare i conti con un –7,4% rispetto alla sua elezione e si piazza al 21esimo posto (anche se il sindaco della Capitale parla di dati incomparabili tra un campione rappresentativo di tutta la popolazione e i numeri reali delle elezioni). In difficoltà è il sindaco di Genova, Marco Doria, che perde 15 punti in un anno superando la “soglia psicologica” del 50% (è al 48%), mentre il sindaco di Milano Giuliano Pisapia gravita ancora al 51% (con un calo di 9 punti sul 2012) e il primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris fa registrare un analogo striminzito 51% a fronte di un 59% di tutto rispetto dell’anno scorso. Sul fronte regionale, invece, a condividere il podio con Rossi sono il governatore del Veneto Luca Zaia (56%, più volte in testa alla classifica negli anni scorsi) e Stefano Caldoro, presidente della Campania, che scala cinque posizioni rispetto al 2012 e si piazza terzo con il 55% dei consensi (era al 50 l’anno scorso). Maglia nera è il governatore della Sicilia Rosario Crocetta (ultimo con il 35%) che però si consola con un + 4,5% rispetto al momento della sua elezione. (Pif – 13 gen)