(28 gen) Abbigliamento, accessori, calzature. Tendenze, novità, stile e gusto. Chi dice “Who’s Next” dice una manifestazione dedicata alla moda che ospita nel quartiere fieristico di Porte de Versailles, a Parigi, il meglio delle creazioni internazionali. All’appuntamento – che ha preso il via sabato e chiude i battenti oggi – ha preso parte anche la Regione Marche che in collaborazione con il Sistema camerale regionale ha promosso la partecipazione alla fiera di una collettiva di 13 aziende. La manifestazione “Who’s Next” – dedicata alla moda di livello fine e medio alto – si svolge in un luogo ideale per la promozione dei prodotti dell’abbigliamento italiani ed è considerata, a livello mondiale, il più importante appuntamento internazionale della moda. In particolare, per il distretto marchigiano del cappello quello parigino è un appuntamento fondamentale e irrinunciabile. A questa edizione, su una superficie di 100mila mq sono presenti 2mila espositori di cui 280 italiani. L’ultima edizione è stata visitata da 55mila operatori provenienti da tutto il mondo. “Questo importante appuntamento internazionale offre grande visibilità e interessanti opportunità di vendita alle imprese partecipanti – ha detto il prendente della Regione Marche e assessore all’Internazionalizzazione Gian Mario Spacca – il fatto che vi sia un’alta adesione di produttori di cappelli è molto positivo. I rappresentanti del distretto di Montappone e Massa Fermana hanno, infatti, spesso richiamato l’importanza della partecipazione ad esposizioni internazionali, a dimostrazione che anche e soprattutto per prodotti così legati alla tradizione l’apertura all’internazionalizzazione rappresenta un decisivo fattore di competitività e resistenza”. Montappone è il più importante distretto europeo della produzione di cappelli. L’antica lavorazione artigiana del cappello di paglia trae origine dai contadini dei colli fermani – sui quali era molto diffusa la coltivazione del grano – i quali iniziarono a intrecciare i gambi mietuti per trasformarli in copricapo. Con gli anni la lavorazione artigianale si è trasformata in produzione su vasta scala e Montappone, sul finire dell’Ottocento, è stato il primo centro italiano a industrializzarne la fabbricazione. Il distretto del cappello nasce di fatto verso la fine degli anni sessanta delineandosi come un polo monosettoriale altamente specializzato che, in breve tempo, ha permesso di allargare l’offerta produttiva anche a tutte le altre diverse tipologie di prodotto, aggiungendo alla produzione legata alla paglia anche quella di cappelli in tessuto, feltro, filato oltre ad altri accessori moda quali guanti e sciarpe. Culla europea della produzione di cappelli, il distretto oltre a produrre il 70% del prodotto destinato al mercato nazionale, esporta i propri manufatti in molti paesi, in modo particolare in Francia, Giappone, Stati Uniti d’America e in nuovi promettenti bacini europei quali la Russia e gli altri paesi dell’Europa dell’Est. (red)