“UN EROE IN FUGA”: LA STORIA DELL’UOMO CHE EVASE DALLA PRIGIONIA NAZISTA
Maggio 1940. Roger Bushell, pilota della Royal Air Force, viene colpito mentre è in ricognizione con il suo Spitfire sopra i cieli di Boulogne, nella Francia occupata dai tedeschi. Fatto prigioniero, tenterà per tre volte di scappare dai suoi nemici. La prima volta riuscirà ad arrivare a poche centinaia di metri dal confine svizzero. La seconda giungerà fino a Praga, dove si unirà alla Resistenza ceca per otto mesi, prima di essere nuovamente catturato dai tedeschi. La terza è la famosissima evasione dal campo di prigionia dello Stalag Luft III, immortalata sul grande schermo nel film di John Sturges, “La grande fuga”. Catturato dopo qualche giorno, Bushell verrà fucilato su esplicito ordine di Adolf Hitler il 29 marzo 1944. Ma grazie alla sua straordinaria impresa, l’eroe della Raf impartirà una lezione memorabile alla Germania nazista, passando alla storia e conquistando un posto indelebile nell’immaginario collettivo mondiale. Si è saputo pochissimo su Bushell, fino a quando la sua famiglia non ha donato le sue carte private, un tesoro fatto di lettere, fotografie e diari. Attraverso l’accesso esclusivo a questo materiale, Simon Pearson ha scritto “Un eroe in fuga” (Newton Compton, pp. 336, 9,90 euro), la biografia del leggendario ufficiale della Raf. (Red)
UN’INDAGINE PER L’INVESTIGATORE MARLOWE
A Los Angeles è un sonnolento pomeriggio d’estate, non si muove una foglia e il traffico in strada scorre a rilento, come gli affari di Philip Marlowe: il più ruvido e solitario degli investigatori privati. Ma a volte basta un istante perché gli eventi prendano una piega imprevista, basta l’ingresso in ufficio di una bellezza mozzafiato, una bionda sensuale ed elegante, per scombussolare i piani e i pensieri. Clare Cavendish, erede della Langrishe Fragrances, impero dei profumi, è alla ricerca del suo amante scomparso, tale Nico Peterson, agente di spettacolo che vivacchia grazie a divi da quattro soldi e starlet di belle speranze. Una strana coppia. Lei è ben consapevole che il suo uomo non fosse un granché, poco più di un manigoldo in abiti eleganti, eppure era suo ed è decisa a riaverlo. Strani anche i posti che frequentavano, come l’esclusivo Cahuilla Club, con il muro di cinta ricoperto di buganvillea, l’imponente cancello dorato e un impeccabile maggiordomo dal marcato accento inglese che serve il tè. Immergendosi in questo mondo traboccante di ricchezza, Marlowe si trova alle prese con personaggi stravaganti e individui loschi, come i due messicani che compaiono all’improvviso, disposti a tutto pur di ritrovare Nico: chi li manda e perché? A disorientare Marlowe, oltre all’ambigua seduzione della bionda dagli occhi neri, si insinua il tarlo del dubbio e dei sentimenti, quanto mai aggrovigliati, che lo legano a più d’uno dei personaggi della storia. “La bionda dagli occhi neri. Un’indagine di Philip Marlowe” (Guanda, pp. 304, 17,50 euro) è il nuovo romanzo di John Banville, in grado di far rivivere il mondo di Raymond Chandler, uno dei detective più amati del noir di tutti i tempi. (Red)
“IL NOSTRO NIDO D’AMORE” DI KATE FORSTER
Willow Carruthers è una donna di successo: attrice di fama, è considerata un’icona di stile e ha persino vinto un Oscar. Ma ora sta attraversando un momento davvero difficile: ha scoperto che suo marito la tradisce. E per di più è in bancarotta: da un momento all’altro la sua casa sarà pignorata e lei finirà in strada con i suoi tre figli. Anche Kitty, la tata, è disperata. Se perde il lavoro non saprà proprio cosa fare. Per fortuna lei e suo fratello hanno ereditato una casa di campagna vicino Bristol: Middlemist House. È una cascina vecchia e decrepita, ma lì le due donne potranno finalmente trovare un po’ di tranquillità e ovviare per qualche tempo ai problemi finanziari. E così Kitty, Willow e i bambini lasciano Los Angeles per trasferirsi nelle campagne inglesi. Ma il loro isolamento durerà ben poco. L’improvviso ritorno dell’affascinante Merritt, fratello di Kitty, e l’arrivo di una troupe cinematografica per filmare una nuova serie ambientata a Middlemist House, riporterà nella loro vita la giusta dose di sesso, scandali peccaminosi e appassionanti intrighi. Tutto questo è “Il nostro nido d’amore” (Newton Compton, pp. 336, 10 euro) di Kate Forster. (Red)
“UNA DONNA IDEALE”: LA PERFEZIONE NON ESISTE
Sposata con l’uomo perfetto e madre impeccabile di tre figli, Pauline è convinta che la sua vita sia quanto di meglio si possa realizzare. Ma il marito evidentemente non sembra pensarla allo stesso modo. E così, quando scopre che lui la tradisce con la sua migliore amica, Pauline si sente al tempo stesso vuota e ferita, spenta e furiosa, ma si rende conto che non servirebbe a nulla buttarsi dalla finestra del primo piano. E non può neanche sfogare tutto il suo rancore contro la donna che le ha rubato il marito, visto che ha avuto il “cattivo gusto” di morire. Divisa tra dolore, voglia di vendicarsi e desiderio di una nuova vita, si ritrova a cercare l’amore online. Consigliata dalla amata-odiata madre, una severissima psichiatra, decide di agire e affrontare la causa del suo problema, cercando di “eliminare” il marito dal cuore e dalla mente. Pian piano riesce a ricomporre il mosaico della sua vita, trova un lavoro e dei nuovi amici fin quando, un giorno, il marito scompare. “Una donna ideale” (Newton Compton, pp. 224, 9,90 euro) è il nuovo romanzo di Emmanuelle Urien, che dà spazio alle emozioni e all’umorismo. (Red)
“AMA E FA’ CIO’ CHE VUOI”: LA MISSIONE DI DON GALLO
Lo hanno chiamato santo e comunista, ribelle e profeta: ma don Gallo preferiva definirsi uomo e cristiano. Questo libro, “Ama, e fa’ ciò che vuoi” (Guanda, pp. 160, 12 euro) di Andrea Gallo è nato dalle lunghe conversazioni con l’amico Luigi Faccini, il prete “angelicamente anarchico” e intreccia ricordi e riflessioni disegnando un vivido autoritratto che è anche una summa del suo pensiero. Il racconto prende le mosse dall’infanzia sotto il fascismo e dalla scelta della Resistenza, ma si incardina sulle prime esperienze missionarie, gli anni in Brasile coi reietti delle favelas, l’incontro con la Teologia della Liberazione, la rivoluzione del Concilio Vaticano II, l’influenza formativa di maestri e fonti di ispirazione che vanno da Don Bosco a Paolo VI, dalla Costituzione italiana alla poesia di David Maria Turoldo. “Rifondare la speranza”: è questo il motto che don Gallo ha fatto proprio e che animerà la Comunità di San Benedetto al Porto, fino alla fine per lui casa e famiglia. Nel raccontare la sua vita di predicazione militante, ha affrontato temi forti come la povertà e l’oppressione sociale prodotte dal neoliberismo; la necessità di passare dalla solidarietà assistenziale a una solidarietà liberatrice, capace di promuovere una vera presa di coscienza popolare; le responsabilità di una Chiesa che ama ma che ha visto minacciata dalla trappola del potere terreno. E assieme al dovere della giustizia, queste pagine ricordano il diritto all’amore, umano e divino: siamo “pellegrini in cerca di felicità”. (Red)