“LA TEMPESTA” DI SHAKESPEARE ARRIVA AL VASCELLO DI ROMA
Dopo il successo di “Romeo e Giulietta” e quello de “Il Mercante di Venezia” con Silvio Orlando nel ruolo di Shylock a Verona, la Popular Shakespeare Kompany – nata con l’obiettivo di mettere in scena ogni anno un classico della letteratura shakespeariana con la motivazione di continuare a offrire al pubblico grandi testi – torna a Roma, per la prima volta al Teatro Vascello dal 25 febbraio al 16 marzo, con uno dei testi più misteriosi e affascinanti del teatro mondiale: “La Tempesta”, con Valerio Binasco nel duplice ruolo di regista e del protagonista, Prospero. Per il nuovo allestimento della “magica” pièce di Shakespeare saranno in scena con Binasco gli attori dell’avventura iniziata nel 2011: Fabrizio Contri, Andrea Di Casa, Simone Luglio, Gianmaria Martini, Deniz Ozdogan, Fulvio Pepe, Roberto Turchetta. Al suo fianco, i collaboratori di sempre Arturo Annecchino, Sandra Cardini, Carlo de Marino e Nicoletta Robello. (red)
“GRAN SERATA FUTURISTA” DI FINAZZER FLORY AL PICCOLO DI MILANO
“Gran Serata Futurista” di Massimiliano Finazzer Flory al Piccolo Teatro Studio di Milano. Lo spettacolo si terrà dal 26 febbraio al primo marzo e metterà in scena la ribellione degli uomini che aderirono alla più grande avanguardia italiana: il Futurismo. Finazzer Flory diventa sul palco “atleta del cuore” assumendo i toni dei manifesti futuristi di Filippo Tommaso Marinetti. Ma il regista e attore dà voce anche a Giovanni Papini a un secolo dalla pubblicazione dei suoi testi più polemici sulla nascente rivista Lacerba. Una performance incendiaria, nella quale voce e corpo si inseguono per cantare “le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa”. Portare in scena il Futurismo, mettendo in luce in particolare gli anni cha vanno dal 1909 al 1913, vuol dire tornare a discutere su cosa intendeva Marinetti quando scriveva: “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità”. Lo spettacolo intreccia, infatti, testi tratti da “Fondazione e Manifesto del Futurismo” (1909) e “Manifesto dei drammaturghi futuristi” (1911), con un’incursione tra le parole in libertà di Marinetti e le dichiarazioni programmatiche di Giovanni Papini. Le musiche rendono omaggio a due compositori, moderno e contemporaneo, che si sono confrontati con i principi del Futurismo: Stravinsky e Sakamoto. Le luci si ispirano alle indicazioni dello scenografo Enrico Prampolini, ovvero sono “geometrie luministiche e coloristiche” che pongono “lo spettatore al centro del quadro”. I costumi riprendono gli abiti privilegiati da Marinetti (il frac), accentuando il formalismo dell’epoca in contrapposizione allo spirito anticonformista della serata. La danzatrice, Michela Lucenti, incarna la figura femminile che si declina in differenti contesti con costumi che variano dalla tuta da operaio agli aerodinamici vestiti da sera. Sul fondo della scena proiezioni di immagini di grandi opere futuriste di Umberto Boccioni e Fortunato Depero interagiscono con una scenografia che restituisce l’atmosfera di una stazione “divoratrice di serpi che fumano” con una locomotiva incombente su di una sala d’attesa, segnata dai resti di una barricata. (Cle)
A ROMA “VOLEVO ESSERE RAFFA” DI E CON ALESSANDRA MAGRINI
Il 27 febbraio debutta a Roma l’ultimo lavoro teatrale di Alessandra Magrini, in arte AttriceContro. A ospitare lo spettacolo – fino al 2 marzo – il Teatro Tordinona di Roma. Le musiche dal vivo sono di Antonio Carboni. Si tratta di un monologo accompagnato dalle musiche di Raffaella Carrà, che ironizza sulla generazione degli anni ’80 composta da telespettatori passivi, vittime del Drive-in, del Costanzo Show, Non è la Rai, Beverly Hills 90210 e Festivalbar, oggi diventati “choosy”, precari, disoccupati, alla soglia dei 40 anni. Una biografia romanzata tremendamente autoreferenziale, autoironica, cinica, sentimentale e naturalmente comica che finisce con il coinvolgere il pubblico, attore di interviste improvvisate ed estemporanei rapimenti. Non solo. E’ un omaggio a Raffaella Carrà, figura dirompente e rivoluzionaria. (red)
L’AMORE “IN SICUREZZA” RACCONTATO AL FEMMINILE
I sentimenti e le insicurezze di tutti i giorni vengono messi in evidenza in maniera divertita nella commedia, tutta al femminile, “Due donne e… un antifurto”, in scena all’Accento Teatro di Roma dal 6 al 16 marzo per la regia di Pascal La Delfa, con Angela De Prisco e Barbara Mazzoni. Scritta da Alessandro Mancini, la commedia si concentra, in un pieno di risate e situazioni esilaranti, sulle disavventure di due coinquiline, Ketty e Serena, alle prese con la loro quotidianità, i loro amori, i problemi di lavoro. Una sera, però, lo loro vita, all’interno di un condominio in un quartiere della periferia romana, viene minacciata da un fatto inaspettato: ricevono la visita di un ladro. “Due donne e… un antifurto”, è uno spettacolo a metà strada tra la situation comedy e un grande cartone animato, dove, in un atmosfera surreale, resa possibile dalle scenografie e dai costumi di Zein Batayneh, si arrivano anche a toccare temi profondi come quello della solitudine e dello stare bene con sé stessi e gli altri. “La commedia – spiega Pascal La Delfa – è un pretesto per indagare il complesso universo femminile di fronte alla ricerca dell’amore e mostrare il mondo nascosto che c’è in ogni donna. Esattamente ciò che, virtualmente, ogni uomo, come un ladro, vorrebbe rubare”. (red)
“CIRANO DE BERGERAC” TORNA IN SCENA A MILANO
Rappresentato nei teatri italiani da oltre 16 anni, torna in scena a Milano per soli tre giorni “Cirano di Bergerac” di Edmond Rostand, dal 25 al 27 febbraio al Teatro Menotti. Sarà ancora Corrado d’Elia a interpretare l’indomito guascone dal lunghissimo naso e dalla irresistibile vitalità e a raccontare del suo amore non corrisposto per Rossana (Monica Faggiani), invaghitasi invece di Cristiano (Marco Brambilla), bello ma privo di qualsiasi spirito. Svestito dai merletti del romanticismo e dalle facili rime, tradotto in una prosa attuale e vicina allo spettatore, Cirano riesce ancora oggi ad affascinare il pubblico contemporaneo per la fedeltà irremovibile ai suoi sogni, il suo amore per la libertà e l’anticonformismo. (Cle)