(25 feb) Uno studio multicentrico internazionale, che si è avvalso anche del contributo dei ricercatori dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – operanti presso la Struttura Complessa di Ematologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, diretta dal professor Mario Luppi – ha trovato spazio sulla prestigiosa rivista “New England Journal of Medicine”. Lo studio identifica per la prima volta un’alterazione genetica, un polimorfismo del gene PTX 3, capace di rendere meno efficienti le difese cellulari contro le infezioni, in particolare contro i funghi filamentosi, tra cui varie specie di Aspergillus. “Ricevere un trapianto di midollo osseo/staminali periferiche da un donatore che risulti portatore asintomatico di tale polimorfismo genetico – spiega il prof Luppi – conferisce al ricevente del trapianto un rischio maggiore di sviluppare una aspergillosi invasiva, specialmente polmonare. Potere riconoscere tali caratteristiche biologiche nei pazienti trapiantati ci permette di prevenire o curare in modo più tempestivo le complicanze infettive in questi pazienti molto fragili, dal punto di vista immunologico”. (red)