(30 apr) Nel 2013 le esportazioni di Grana Padano sono complessivamente cresciute del 6,5%, con 1.519.464 forme vendute nel mondo. La Germania è leader con un incremento del 9,5% degli acquisti per un totale di 360.000 forme. Seguono gli Stati Uniti, con un + 4,5% e 150.000 forme destinate oltre oceano. Performance importanti anche per Austria (+11% con oltre 50.000 forme) e Spagna (+10% con 45.500 forme). Sono i dati diffusi durante l’Assemblea generale dei produttori che si svolta nei giorni scorsi a Desenzano del Garda. Ma a fronte di dati più che positivi per quanto concerne l’export, non mancano alcune ombre, dovute soprattutto ai danni economici provocati dalla contraffazione, che solo per il Grana Padano vale 1 miliardo di euro, 700 milioni all’estero e 300 milioni in Italia. “Serve innanzitutto un impegno sempre più serrato contro l’agropirateria e la contraffazione, basato su circa 10.000 controlli in Italia e all’estero. Poi un’attenzione particolare all’Expo 2015 e quindi alla possibilità di rendere sempre più protagonista, a livello internazionale, quello che è già il prodotto Dop più consumato del mondo” ha affermato nel corso dell’assemblea Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Grana Padano. “Il 2013 è stato un anno particolare – ha spiegato invece Stefano Berni, direttore generale del Consorzio – dove abbiamo smaltito i danni provocati dal sisma del 2012 che ancora oggi si fa sentire e che ci vede tutt’ora impegnati nella gestione delle forme danneggiate. Un anno che ci ha visti impegnati in un duro lavoro per sensibilizzare la collettività e le Istituzioni sulla gravità della situazione. Istituzioni, Parlamento, Ue, e soprattutto Regione Lombardia, si sono dimostrati da subito disponibili, pronti e generosi, erogando fondi complessivi per quasi 9 milioni di euro. A loro il nostro più sentito ringraziamento. In generale – conclude Berni – nel 2013 la produzione complessiva di Grana Padano è stata di 4.565.00 forme che si conferma leader dei formaggi duri tipitaliani. Un primato che deve stimolarci a fare ancora di più. Vietato dunque abbassare la guardia contro le scimmiottature e le contraffazioni italiane e internazionali che penalizzano in maniera pesante i consumatori, il made in Italy e le aziende produttrici”. (Red)