Grom è una catena di gelaterie di alta qualità ormai famosissima, Amorino è un altro marchio di gelaterie di lusso nato da due italiani che in Europa hanno già aperto un centinaio di negozi. Si chiama invece Christian Oddono l’italiano che ha conquistato Londra con i suoi gelati, preziosa sintesi di bacche di vaniglia del Magadascar, pistacchi di Bronte e cioccolato Valrhona. I casi di Grom, Amorino e Oddono sono già stati ampiamente celebrati da giornali e tv, ma tutte le attenzioni si sono rivolte al rinascimento del gelato, più che alle competenze che stanno dietro a questi successi.
L’economista Irene Tinagli ha scavato un po’ e ha accertato che nessuno degli imprenditori citati ha un passato da gelataio. Ciò che tutti hanno in comune è invece la laurea, che per molti di loro è in Economia aziendale alla Bocconi, dove hanno studiato finanza d’impresa, management, contabilità e gestione dei costi, non certo il punto di montatura della panna.
Tinagli ne parla nel suo libro dedicato al lavoro che Rizzoli pubblica con il titolo “Un futuro a colori”, e ne parla per dire che l’idea dell’attività artigiana vecchio stile, quella che “non si impara a scuola ma solo col mestiere”, ha il fiato corto, e che il made in Italy ha successo se supportato da competenze economiche, finanziarie e commerciali di altissimo livello.
Il libro è interessante perché – pur essendo scritto da una parlamentare – evita di aggiungere considerazioni pensose al già affollato dibattito sulla riforma del mercato lavoro o sulla riqualificazione del sistema produttivo, e preferisce invece venire incontro, con proposte pratiche e storie esemplari, a chi vuol provare a migliorare la propria condizione. Naturalmente per migliorare non è indispensabile la laurea alla Bocconi, ma un po’ di istruzione aiuta.
(07 mag)