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CRISI: UNA FAMIGLIA ITALIANA SU TRE
DICE ADDIO AL DENTISTA

it@withub.it by it@withub.it
12 Maggio 2014
in In evidenza top news
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Sono circa 500mila le famiglie italiane che hanno rinunciato al dentista a causa della crisi economica, circa una famiglia su tre, e la spesa per le cure odontoiatriche ha subito una riduzione del 30,5%. In generale, il 70% dei laboratori ha riscontrato un calo del lavoro e dal 2007 ad oggi, si stima che i pazienti che hanno smesso di frequentare gli studi dentistici sono circa 2,5 milioni. Secondo le ultime rilevazioni, solo poco più del 30% degli italiani ha la possibilità di andare dal dentista ogni anno. Secondo quanto dichiarato dal Servizio studi Andi, dall’inizio della crisi, l’Italia è il paese europeo con la più alta percentuale di rinuncia alle prestazioni odontoiatriche. In situazioni di difficoltà economica, infatti, questa è una delle spese che viene eliminata per prima, considerata troppo onerosa e non necessaria. La rinuncia alle cure dentali diventa, così, la spia di un più generale disagio socio-economico, con una maggior diffusione in quelle aree considerate più a rischio. Tale situazione è aggravata dalle carenze in questo settore da parte del Sistema Sanitario Nazionale. L’assistenza odontoiatrica, infatti, è limitata solo alle fasce più deboli della popolazione e ai ragazzi sotto i 14 anni, ma il costo del ticket non copre i costi di impianti, protesi mobili e fisse e dei relativi materiali, che sono pertanto a carico del cittadino. Il 24% dei pazienti, anziani e non, si vede, quindi, costretto a scegliere le vecchie dentiere, più economiche e di più veloce realizzazione rispetto a impianti fissi. “Una cattiva salute orale può compromettere il benessere dell’intero organismo, in quanto la bocca è una delle prime vie d’ingresso di germi patogeni. Questo vuol dire che un’eventuale proliferazione di batteri in quest’area può facilmente raggiungere lo stomaco, i reni, ma anche il cuore e gli altri organi. Credo che questo scenario sia allarmante, sia da un punto di vista medico, sia psicologico” afferma Marco Turco, dentista romano e responsabile dei programmi di cura dei centri Samadent. (12 mag – red)

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