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IL CO-HOUSING
PER GLI ANZIANI

it@withub.it by it@withub.it
12 Maggio 2014
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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Sono oltre due milioni gli anziani non autosufficenti accuditi in famiglia, e circa 300.000 gli ospiti di quelle che un tempo si chiamavano case di riposo. Ma sono solo 86 quelli che vivendo a Lastra a Signa, comune toscano di 20 mila abitanti, hanno la possibilità di trascorrere le loro giornate in un centro residenziale costituito da miniappartamenti raggruppati e dotati di servizi comuni come mensa, biblioteca, lavanderia, palestra, pulizie, ambulatorio. Metà dei residenti è autonomo, l’altra metà viene assistito da personale specializzato. Chi a casa sua non era autosufficiente a causa delle barriere architettoniche, ora può badare a se stesso. La retta varia da 40 a 200 euro al mese, secondo il reddito. Il costo annuo per il Comune è di 5 mila euro per ogni ospite.

Il co-housing per gli anziani è nato in Danimarca sulla spinta di ideali comunitari ed ecologisti come la mutualità e la condivisione di spazi, attrezzature e risorse. Si è poi diffuso in tutta Europa, tranne che in Italia. Con l’unica eccezione, fino a poco fa, del centro sociale di Lastra a Signa, un piccolo miracolo dovuto alla tenacia e alla lungimiranza di medici, sindaci e assistenti sociali.

In Italia non si spende poco per il welfare sociale: 62 miliardi l’anno, 33 dei quali vengono gestiti dall’Inps per indennità di accompagnamento, invalidità, disabilità e sostegno al reddito minimo, soprattutto per gli anziani.

Ma probabilmente si spende male, perché questo fiume di denaro non sempre aiuta i veri bisognosi e quasi mai si traduce in un miglioramento dei servizi. Le famiglie così continuano ad arrangiarsi: le badanti sono diventate 800 mila, quindi più dei dipendenti del sistema sanitario, e l’anno scorso sono costate circa 10 miliardi. Mentre secondo un autorevole studio comparato, l’Italia delle residenze sanitarie assistenziali resta prima in Europa nell’utilizzo delle spondine dei letti e di cinghie che immobilizzano i pazienti, e terza dopo Repubblica Ceca e Olanda per quanto riguarda le piaghe da decubito. (12 mag)

 

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