I CONSIGLI DI “S.O.S. TATA” TORNANO IN LIBRERIA
Stagione dopo stagione, il programma “S.O.S. Tata” è diventato per tante famiglie un vero e proprio punto di riferimento per la corretta educazione e una relazione ottimale con i bambini. Un pubblico che ha seguito i consigli delle Tate anche in libreria. I preziosi consigli delle Tate contenuti nel primo volume però si fermano all’età prescolare, incentrando quindi l’attenzione su argomenti quali la pappa, il sonno, il pannolino o il bagnetto. Ma i bimbi, si sa, crescono e i problemi cambiano. Ecco allora la necessità di un secondo libro che affronti, con l’inconfondibile voce delle Tate, il “nuovo che avanza”. Focalizzandosi sull’età compresa dai 6 ai 9 anni, il manuale “S.O.S. Tata. Nuovi consigli, regole e ricette per crescere ed educare bambini consapevoli e felici. 6-9 anni” (Feltrinelli, pp. 160, 8 euro) a cura di Elisabetta Ambrosi, analizza i comportamenti e i problemi tipici di quell’età: la scuola, il rapporto con i compagni e con i maestri, i compiti, lo sport, gli amici, la separazione dei genitori, quanto tempo si può dedicare alla televisione o ai giochi elettronici. Una guida utile e pratica per tutta la famiglia. (PO / Red)
“IL VENTO SOFFIA DOVE VUOLE”: CONFESSIONI DI UN MONACO
L’imprevedibilità dello Spirito, la disponibilità ad accogliere l’inatteso, l’apertura verso quelle persone e quelle condizioni che non avevamo neppure considerato. E’ questa la cifra del nuovo pontificato di Papa Francesco, un invito cui è dedicato “Il vento soffia dove vuole. Confessioni di un monaco” (Rubbettino, pp. 134, 10 euro) di Padre Alessandro Barban, priore generale dell’Ordine Camaldolese, scritto a quattro mani con Gianni Di Santo, vaticanista e coautore di libri di Andrea Gallo e Moni Ovadia. Il nuovo pontificato di papa Francesco, secondo gli autori, ha riacceso nell’animo dei fedeli la passione per una Chiesa profetica e povera, ma ha anche restituito al mondo agnostico e non credente le ragioni per un dialogo sulle ragioni di una spiritualità e una fede non aliene dai problemi del governo delle società. Ripartire dall’uomo per conoscere Dio, per porsi “a tu per tu” con l’uomo moderno. Il libro di Barban e Di Santo diventa così una guida sulle rotte del silenzio, della preghiera e della passione per il bene comune. Senza tralasciare le domande primordiali sulla vita, la morte e l’Altrove. (Red)
“IL SECONDO MOMENTO MIGLIORE”, LA STORIA DI UN’AMICIZIA
Alberto Kauffman scrive “Virginia ti amo” sul muro della scuola. Virginia non lo ama, ma lui diventa popolarissimo perché, per scrivere su quel muro cade, finisce al pronto soccorso e viene punito dal preside. La punizione è aiutare Emilio, un compagno malato di tumore al cervello, con uno scarso profitto scolastico. Emilio, ribattezzato Bronson, è in realtà una vera risorsa, una miracolosa fontana di vitalità, un compagno di strada irrinunciabile. La forzata alleanza diventa amicizia. Insieme si imbucano al vernissage di una mostra d’arte, passano una mitica giornata a Stoccolma, fanno progetti per tutta la vita che resta. E infatti dopo il liceo, e dopo che Virginia ha finalmente ceduto alla corte di Alberto, il legame si fa sempre più profondo. Alberto non ha mai smesso di trascrivere sul suo fedele taccuino tutte le avventure vissute, i pensieri che lo accompagnano, le speranze che ha accarezzato. Forse un giorno quegli appunti diventeranno l’opera indimenticabile di una vita indimenticabile. Bronson intanto lo aiuta a trovare lavoro in una piccola e sgangherata casa editrice, ne raccoglie le confidenze, i sogni, le ambizioni, e veglia, protettivo, anche sulla sua storia con Virginia. Sembrano gli anni di una giovinezza che non finisce. Eppure, di punto in bianco, Bronson parte per la Nuova Zelanda. Ha deciso che è tempo di cambiare vita, ha deciso di andare dove può farlo e, nel caso, avere le cure necessarie. Sparisce e qualcosa fatalmente si spezza: cosa sarà di Virginia e Alberto? Del bambino che aspettano? Del lavoro entrato nella fase più critica? E cosa sarà dell’amico a cui la vita è legata con un filo sempre più sottile? Valentina Camerini scrive “Il secondo momento migliore” (Feltrinelli, pp. 288, 16 euro), il romanzo di un’amicizia, di una generazione impigliata nei lacci di famiglie distrutte, di un sogno che ha bisogno di essere raccontato e di sfidare il destino. (Red)
“DI CALCIO NON SI PARLA” DI FRANCESCA SERAFINI
Nonostante sia spesso al centro di fatti di cronaca che spingerebbero al disamore, il calcio continua ad appassionare milioni di persone di tutte le età, di ogni classe sociale e di qualunque orientamento ideologico. Francesca Serafini – sceneggiatrice, linguista e tifosa di lungo corso – prova a domandarsi il perché nel libro “Di calcio non si parla” (Bompiani, pp. 134, 10 euro), in cui il calcio rappresenta soprattutto il punto di fuga per divagare sull’Italia degli ultimi vent’anni; sul suo linguaggio e sulle forme di intrattenimento dei nostri giorni, in un racconto che intreccia ricordi autobiografici, suggestioni letterarie e digressioni saggistiche su cinema, tv e altre più insolite fucine di occasioni di bellezza. E nel suo rotolare, aggregando vorticosamente frammenti, il pallone finisce per assumere le dimensioni di un macigno intenzionato a scagliarsi da un lato contro i luoghi comuni sul calcio e le donne; e dall’altro – non senza ironia – contro l’omologazione che minaccia le forme di narrazione contemporanee. (Red)
“CONTRO IL MONDO” DI BRANDT JANÈ
In un villaggio immaginario della Frisia orientale, sul Mare del Nord, vive Daniel Kuper, figlio di Hardt, droghiere, e di Birgit, che ha rinunciato ai suoi sogni per inseguire quelli, più a basso costo, del marito. Daniel va a scuola, gioca con i suoi compagni, eppure vive in un mondo di fantasia, popolato di libri e strane idee. Aleggia intorno a lui un clima di diffidenza generale, che si solidifica quando accade qualcosa di molto insolito: nel mezzo di una torrida estate inizia improvvisamente a nevicare. Daniel scompare per diverse ore, e quando ricompare – ferito, semicosciente, ignaro di quanto accaduto – riesce solo a balbettare alcuni vaghi indizi. E non lontano da dove giace la sua bicicletta si manifesta un ampio cerchio di grano. Da questo momento in poi, Daniel si ritrova in un turbine mediatico, catalizza maldicenze e viene ritenuto responsabile di ogni anomalia che si manifesta nel villaggio, dagli agenti atmosferici, alla crisi economica, alla comparsa di alcune svastiche sui muri. Per reazione Daniel sviluppa un senso di profonda ribellione che lo porta a scontrarsi con i suoi compagni, la sua famiglia, il contesto sociale, persino le sue passioni. “Contro il mondo” (Bompiani, pp. 931, 25 euro) di Brandt Janè stato accolto in Germania come uno dei romanzi più importanti e sorprendenti degli ultimi anni, un debutto di straordinaria potenza. È un romanzo sull’adolescenza e la crescita, sull’amicizia e sul mistero che si accompagna, normalmente, a ogni vita. (Red)