Dalla crisi libica al problema delle migrazioni: questi i temi affrontati nel corso della Riunione ministeriale del dialogo euromediterraneo (5+5) che si è tenuta giovedì a Lisbona, cui ha partecipato il ministro degli Affari esteri Federica Mogherini. Dal vertice portoghese è emerso l’intesa su un processo di riconciliazione che veda coinvolte tutte le parti in causa in Libia e che avvenga sotto l’egida della comunità internazionale. Prima del vertice, la responsabile della Farnesina aveva illustrato le linee del governo italiano ai microfoni di Radio 24: “Siamo molto preoccupati come sono preoccupati gli altri Paesi europei, ne ho parlato anche la settimana scorsa con il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, perché la situazione rischia di sfuggire da qualsiasi tipo di controllo” ha spiegato il ministro, sottolineando la necessità che “tutte le parti in Libia lavorino insieme per costruire istituzioni democratiche e un assetto dello Stato, perché è quello che veramente manca in quel Paese e che a cascata rende impossibile gestire una serie di problemi”.
COOPERAZIONE – “Lavoreremo – ha annunciato il ministro – sul fatto che siano le Nazioni Unite a coordinare il sostegno internazionale, molti Paesi tra cui in prima fila l’Italia, sono intenzionati a fare un lavoro di cooperazione sulla sicurezza interna della Libia, cosa importante se pensiamo ai tanti stranieri, anche italiani, che sono lì e per la sicurezza delle frontiere”. Mogherini precisa che “la cosa importante è non fare in Libia degli errori che potrebbero peggiorare la situazione da parte della comunità internazionale, nessuna opzione militare di nessun genere in questo momento non è auspicabile ma neanche immaginabile”. (Roc – 22 mag)