(23 mag) – Sul patrimonio immobiliare complessivo (case, uffici, negozi, capannoni, etc.) grava un carico fiscale che nel 2014 raggiungerà i 52,3 miliardi di euro. Rispetto all’anno scorso, questo importo è destinato ad aumentare di oltre 2,6 miliardi di euro (variazione pari al + 5,4%). A questo risultato è giunto l’Ufficio Studi della CGIA, sommando i 9,3 miliardi di euro di gettito legati alla redditività degli immobili (Irpef, Ires, Registro e bollo, cedolare secca, etc.), gli 11,9 miliardi di euro riferiti al trasferimento degli immobili (Iva, imposta di registro/bollo, imposta ipotecaria/catastale, le successioni e le donazioni) e agli oltre 31 miliardi di euro riconducibili al possesso dell’immobile (Imu, imposta di scopo, Tari e Tasi). Nonostante la Tasi ci costi almeno 4,1 miliardi di euro, l’incremento del carico fiscale complessivo per l’anno in corso si riduce a poco più di 2,6 miliardi a seguito della soppressione della maggiorazione Tares, che ci consente di risparmiare 1 miliardo di euro, e ad un alleggerimento del peso dell’Imu pari a quasi 675 miliardi di euro.
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