Roma, 29 mag – Chiedere che tutti i 22 Paesi attualmente rappresentati continui a
esserlo, e ragionare sull’opzione doppia plenaria o commissioni continentali. E’ il
riassunto degli orientamenti emersi nel corso del dibattito sui pareri chiesti dal
governo al Cgie sulle riforme dei Comites e del Cgie stesso. “Credo che questo Cgie
abbia espresso la propria protesta verso il governo per il modo in cui ci hanno chiesto
il parere, abbiamo fatto capire che non possono trattarci così – ha detto il segretario
generale Elio Carozza – Qualcuno ha detto che è stato un parere frettoloso, ma i pareri
frettolosi sono stati due: tutti d’accordo sul parere negativo, ma in quel momento mi
sentivo totalmente sconfitto perché avevo la certezza che i pareri non sarebbero stati
accolti, da aver definito questo governo “il peggiore possibile”. Per la prima volta
invece il governo ha sentito le nostre ragioni e ritirato la proposta sui Comites: è
arrivato un altro parere, che andava invece nella direzione sostenuta dal Cgie. Mi
sembra perciò in genere dire che non abbiamo ragionato, portando avanti la
determinazione di lottare contro lo smantellamento della rappresentanza”. Sul
funzionamento delle commissioni continentali “possiamo discutere, ma chi ha fatto
questa legge è stato lungimirante, e aveva colto che gli italiani all’estero non
sarebbero stati più gli stessi, prevedendo le commissioni continentali in loco”.
(Sis)