Il tempo non è trascorso invano anche per quanto riguarda stile e contenuti. Qui, anzi, c’è stato il vero salto di qualità nel “faccia a faccia” Pd-Movimento 5 Stelle, giunto ieri alla quarta replica. Nei 32 minuti che Bersani trascorse con i suoi interlocutori l’incomunicabilità fu totale e a tutti parve che lo scopo dei grillini fosse quello di marcare una sorta di differenza antropologica prima ancora che politica.
Andò diversamente, un mese dopo, lo streaming con Enrico Letta. Era il 25 aprile 2013, e questa volta fu il presidente incaricato a gestire i 52 minuti di diretta, illustrando il suo programma senza complessi di inferiorità. Ma anche in quel caso mancò ogni confronto nel merito.
Il primo streaming di Matteo Renzi con i 5 Stelle è del 19 febbraio scorso. Questa volta l’interlocutore è Beppe Grillo in persona e lo spettacolo dura solo 10 minuti. Il premier prova a prendere la parola ma viene costantemente interrotto. E’ puro show, senza alcuna pretesa politica.
Ieri invece, al quarto tentativo, c’è stato il colpo di scena: i due interlocutori – con Renzi ancora presente ma con Di Maio al posto di Grillo – hanno parlato lo stesso linguaggio, hanno affrontato lo stesso argomento e si sono reciprocamente riconosciuti la stessa dignità politica. Un bel passo avanti. (26 giu)