(3 lug) – Nel 2013 è proseguita la caduta dell’attività economica del Lazio, legata alla riduzione dei consumi delle famiglie e all’ulteriore calo degli investimenti delle imprese; anche il contributo delle esportazioni è risultato lievemente negativo. Secondo le stime regionali di Prometeia, il PIL del Lazio si è ridotto di oltre un punto e mezzo per cento, sostanzialmente in linea con la media nazionale.Nel 2013 l’occupazione in regione è scesa quasi del 2 per cento; il calo particolarmente rilevante nelle costruzioni, è stato ampio anche nei servizi. Nel triennio 2011-13 la quota di giovani laziali tra 18 e 29 anni che non lavora, non studia né è coinvolta in attività formative (i cosiddetti Neet) ha toccato il 28 per cento. La qualità dell’occupazione è peggiorata maggiormente per i giovani meno istruiti. Anche tra i laureati è però salita la quota di coloro che svolgono attività legate a competenze meno qualificate di quelle acquisite col titolo di studio.
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/ecore/2014/analisi_s-r/1412_lazio/1412_lazio.pdf