(10 lug) “Quando sono in Inghilterra mi sento più italiano, quando sono in Italia mi sento più inglese”. Tommaso Starace è nato a Milano da mamma australiana e papà napoletano. Un mix di stimoli, colori, culture e tradizioni. Ha iniziato a suonare il sassofono contralto a 18 anni mentre oggi di anni ne ha 39. Da 20, invece, vive a Londra: dirige stabilmente due quartetti, uno italiano (con Michele Di Toro al piano, Attilio Zanchi al basso e Tommaso Bradascio alla batteria) e uno inglese (con Frank Harrison al piano, Laurence Cottle al basso elettrico e Chris Nickolls alla batteria) con i quali si esibisce in Inghilterra, Italia e Svizzera. “E’ uscito il mio nuovo disco, il sesto per la precisione” racconta il saxofonista italo-inglese che definisce il suo ultimo lavoro “un omaggio all’Italia, alla sua poesia, alle sue bellezze”. Il disco dà all’ascoltatore la possibilità di compiere un viaggio, perché ogni brano rappresenta un viaggio in una fotografia. “Con ‘Italian Short Stories’ ho deciso di raccontare la mia storia di italiano attraverso 14 immagini riprese in diverse parti d’Italia da uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro paese: Gianni Berengo Gardin” spiega infatti il musicista.
IL DISCO Nel disco “Italian Short Stories” Starace esplora musicalmente il mondo di Gianni Berengo Gardin creando 14 mondi musicali su 14 tra le più belle opere del vasto portfolio di uno dei fotografi italiani più conosciuti al mondo. Ogni foto è ambientata in Italia e ogni brano riecheggia i colori tipici dei grandi autori italiani di colonne sonore come Ennio Morricone e traspare, allo stesso tempo, l’influenza di cantautori italiani di spessore come Fabio Concato: “Amo la recitazione. Soprattutto, fin da piccolo, ho sempre avuto una grande passione per le colonne sonore – racconta l’artista – così mi sono ‘avventurato’ nel mondo della musica per immagini. Il mio amore per il cinema e la fotografia in bianco e nero mi ha portano a realizzare un secondo progetto ‘Jazz-Fotografico’. Nel 2005 avevo, infatti, già lavorato sulle immagini (quelle del fotografo Magnum Elliott Erwitt, famoso per l’ironia dei suoi scatti). Otto immagini di Erwitt, particolari per originalità e diversità, avevano ispirato altrettante composizioni registrate con il mio quintetto inglese. Questa volta però – continua Starace – ho sentito il desiderio di lavorare con il mio quartetto su composizioni che hanno forti linee melodiche, in sintonia con le ragioni per le quali la musica italiana è famosa nel mondo. Dopo 20 anni di vita nel Regno Unito non ho resistito, in sostanza, ad un po’ di sana nostalgia di ‘casa’: grazie alle meravigliose immagini di Gianni Berengo Gardin ho avuto modo di viaggiare con la fantasia in varie città d’Italia come Palermo, Milano, Napoli, Venezia, Firenze. Ho fatto un salto nel mio passato italiano ed ho contaminato la mia musica con i ricordi”. Starace – che si prepara a fare tappa ad agosto in Svizzera affiancato dal suo quartetto – non si dice pentito di essersi trasferito a Londra, tutt’altro: “Vivo in una delle più belle e stimolanti città del mondo. C’è un’apertura mentale straordinaria. Certo oggi, rispetto a 20 anni fa, c’è un impressionate numero di italiani a Londra. E’ il fenomeno della ‘nuova emigrazione’. Si parte per crescere, confrontarsi, trovare lavoro. Ma ci vuole tanto coraggio per lasciare il proprio paese. Per quanto mi riguarda, l’Inghilterra mi ha accolto bene fin dal primo momento”. Il nuovo disco del saxofonista vede la straordinaria partecipazione del trombettista jazz di fama internazionale Paolo Fresu: “Sono davvero felice che abbia preso parte a questo progetto. E’ una persona affettuosa, sensibile e generosa. Confrontarsi con un artista di livello superiore dà la possibilità di fare passi avanti importanti” racconta Starace che ha tenuto a giugno, una serie di concerti in Inghilterra: “Torneremo ad esibirci a Londra a novembre – assicura – mentre l’11 settembre faremo tappa a Milano in occasione della rassegna Mito SettembreMusica”. (Gil)